Varese | 19 Marzo 2021

Covid, scuole: come cambia il tracciamento con la didattica a distanza

L'Ats Insubria ha aggiornato le proprie linee guida, su indicazione regionale. "Ricerca tra i contatti a rischio nelle 48 ore precedenti il tampone positivo"

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Nei giorni scorsi l’Ats Insubria ha modificato il proprio “piano scuola” in materia anti Covid, attenendosi alle ultime direttive regionali più consone al mutato contesto, cioè al passaggio della Lombardia in zona rossa con conseguente chiusura degli istituti scolastici.

Una decisione che non va letta come conseguenza di un atteggiamento più blando, da parte delle autorità sanitarie locali, nei confronti dell’universo scuola, dal quale per diverse settimane – prima dello stop alle lezioni in presenza – sono giunte centinaia di segnalazioni che hanno portato ad un alto numero di quarantene preventive tra i plessi delle province di Varese e Como.

La regole di riferimento imponeva di ricercare i contatti potenzialmente a rischio avvenuti nei quattordici giorni precedenti la positività accertata di un alunno o di un soggetto comunque appartenente al personale scolastico.

“Con il passaggio alla zona rossa questa misura è stata modificata, in funzione di un approccio più indicato per questo momento di chiusura delle scuole – spiega la dottoressa Cristina Donadini, dirigente della Medicina di comunità dell’Ats -. La ricerca tra i contatti di un positivo, senza frequenza scolastica, è stata circoscritta alle quarantotto ore precedenti l’esito del tampone. Il passo successivo prevede l’inizio della quarantena fiduciaria, della durata complessiva di quattordici giorni o in alternativa dieci, con tampone negativo in decima giornata, per le persone ritenute a rischio”.

Si tratta, come detto, di un cambiamento soltanto temporaneo e non di un abbassamento della guardia, tanto più di fronte al pericolo rappresentato dalla variante inglese, che ha di fatto sostituito il “ceppo Wuhan” sull’intero territorio nazionale, e della quale è ormai unanimemente riconosciuto il maggior livello di diffusione tra soggetti di giovane età.

“Quando riapriranno le scuole ci assumeremo il compito di valutare caso per caso la situazione – aggiunge la dottoressa Donadini – intervenendo con le misure previste dalla vecchia nota regionale davanti ad una circolazione anomala del virus”. Il rischio di nuovi focolai, dopo il ritorno alle lezioni in aula, coinciderà dunque con il ripristino del tracciamento a ritroso di due settimane per intercettare i contatti di un positivo.

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