L’ennesimo aumento dei nuovi positivi al Covid era atteso già sette giorni fa sul territorio di Ats Insubria, dove le autorità sanitarie dell’Agenzia hanno annunciato l’ingresso in quella che dovrebbe essere la settimana del picco massimo dopo la quale, si spera, dovrebbe arrivare la prima discesa lungo la curva epidemiologica.
Il numero dei nuovi positivi è passato da quota 1985 (la settimana scorsa) a 2.784, con un aumento dei tamponi eseguiti (da oltre 20 mila a 25 mila) e con un incidenza di casi su 100 mila abitanti ugualmente in crescita, con il passaggio da 222 a 311 casi.

L’entità della terza ondata è comunque allo stato attuale decisamente più contenuta rispetto ai numeri che si erano registrati tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, anche e soprattutto per quel che riguarda l’incide di contagiosità, allora balzato a livello preoccupanti – fino a toccare punte comprese tra 3,5 e 4 – mentre oggi si colloca stabilmente sotto l’1,5.

Tornando all’incidenza dei casi per 100 mila abitanti, nonostante l’aumento registrato nei giorni scorsi in provincia di Varese, è il Comasco la zona che presenta ancora la quota più elevata (362 casi). Nel territorio di competenza dell’ASST Sette Laghi si osserva con un occhio di riguardo lo sviluppo della situazione nel distretto di Arcisate (356 casi), seguito dalla zona di Azzate – Sesto – Tradate /267) e dai territori lacustri: il Lavense (248) e il Luinese ancora sotto la soglia d’allarme dei 250 (con 230 casi).

Nonostante la chiusura delle scuole, scattata con il passaggio alla zona arancione rafforzato e poi consolidata con la zona rossa, l’ultimo dato degno di nota all’interno del quadro settimanale riguarda il grafico dei positivi suddivisi per fasce di età, dove compare un leggero incremento tra i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni e tra gli under 18.

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