Valganna | 9 Marzo 2021

Spaccio, nei boschi tra la Valganna e la Valcuvia arrivano i volontari: ripulita l’area dei bivacchi

Un'iniziativa condivisa da sindaci, Protezione civile e Polizia locale, dopo il recente smantellamento. Sui social: "Non lasciamo i nostri boschi a questa gente"

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Muniti di mascherine, guanti, sacchi e gilet catarifrangenti, cittadini e volontari della Valcuvia e della Valganna hanno fatto tappa nei giorni scorsi tra le piante dei boschi dello spaccio.

Accompagnati da Paolo Galli e Bruna Jardini, sindaci di Bedero e Valganna, da Matteo Bariani, consigliere comunale di Masciago, dal comandante della Polizia locale di Valganna, Daniele Nuovo e da Ermanno Masseroni di Strade Pulite, hanno risposto con un significativo gesto – una ferma presa di posizione andata ben oltre la semplice azione simbolica – al ritorno degli spacciatori che da tempo infestano le aree boschive del territorio, individuando di volta in volta, a seguito di ogni smantellamento, nuovi luoghi in cui far proliferare la vendita, tornando disposizione dei consumatori abituali e dileguandosi per tempo quando tira una cattiva aria.

Il degrado è una delle principali conseguenze legate a questo fenomeno, e con il ritorno alle indagini e agli interventi sul campo delle forze dell’ordine (l’ultimo episodio, sempre tra Bedero Valcuvia e la Valganna, risale a pochi giorni fa) i residenti hanno voluto manifestare con i fatti l’intento di collaborare attivamente con polizia e carabinieri nel porre un freno non solo all’attività illecita ma anche al conseguente inquinamento delle aree verdi.

Sulla strada che collega le frazioni di Ganna e Mondonico, e tra i boschi circostanti, il gruppo ha rinvenuto oggetti e rifiuti di ogni tipo: batterie di auto e cellulari, griglie, scarpe, tende, un bilancino, plastica, vetro e persino alcune siringhe.

L’indignazione di chi si vede nuovamente privato del diritto di vivere con serenità e in sicurezza la bellezza e la quiete dei borghi che sorgono ai piedi dei monti dell’alto Varesotto è ora accompagnata e sostenuta da un messaggio condiviso via social dai tanti residenti che hanno lodato l’iniziativa e la sua finalità: “Non dobbiamo permettere a questi individui di tornare a impossessarsi dei nostri boschi”.

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