Azzio | 3 Marzo 2021

Addio a Enrico Mascioni, pilastro dell’arte organaria della Valcuvia

Il ricordo dell’azienda di Azzio: “Era un uomo di poche parole. A parlare per lui sono state le migliaia di canne antiche e nuove a cui ha donato il soffio della vita”

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La Valcuvia, ma anche tutto il mondo imprenditoriale del Varesotto, piange la scomparsa di Enrico Mascioni, una delle colonne portanti di una delle più antiche fabbriche di organi di tutta Europa, attiva a Cuvio sin dal 1829.

Nato il 6 febbraio 1934, Mascioni è scomparso ieri, martedì 2 marzo, lasciando un enorme vuoto in una famiglia che è sempre stata legata in maniera inscindibile all’azienda.

Una tradizione – quella dell’arte organaria – che si tramanda ormai da sei generazioni e che anche Enrico Mascioni ha saputo interpretare e tramandare, riuscendo a crescere sempre di più pur adeguandosi alle novità dei tempi nella costruzione degli organi (tra i quali figurano quello del Duomo di Milano e quello della Sala Nervi in Vaticano) e alle richieste di restauri, aumentate soprattutto negli ultimi decenni.

“Era un uomo di poche parole – lo ricordano dalla Mascioni Organs – A parlare per lui sono state le migliaia e migliaia di canne antiche e nuove, a cui, con il tocco di un mago, Enrico ha donato il soffio della vita. Il loro canto, soave o possente, semplice e grandioso, continuerà a parlare la sua lingua, e colmerà con la dolcezza della musica il grande vuoto che la sua partenza ha lasciato tra di noi”.

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