Cuveglio | 25 Febbraio 2021

Cuveglio, il nuovo parco giochi inclusivo è un “progetto senza anima”

La minoranza condivide con i cittadini, sui social, il render del progetto. L’ex sindaco Piccolo: “Mira al consenso e non tiene conto della salute degli utenti”

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Tra i molti Comuni del territorio che in questi anni hanno messo in cantiere un parco giochi inclusivo, progetto per la cui realizzazione Regione Lombardia ha stanziato fondi a sostegno delle amministrazioni, vi è anche Cuveglio.

A svelare l’idea dell’amministrazione Paglia, però, è stata la compagine di minoranza “Cuveglio al Centro” che ha condiviso sulla propria pagina social i render del progetto (aggiornati all’11 febbraio scorso, visibili nella nostra gallery): “Come già annunciato, abbiamo molte perplessità su questa scelta”, ha spiegato il gruppo consiliare, invitando poi i cittadini a fare le proprie valutazioni.

Il nuovo parco giochi inclusivo dovrebbe sorgere di fronte alla farmacia del paese, con il recupero di un’area verde adiacente alla statale che attraversa il piccolo centro della Valcuvia al momento occupata solo da alcune panchine, e ha un costo complessivo di 49mila euro, di cui 19mila a carico dell’amministrazione.

A intervenire sul tema, oltre a diversi cittadini che hanno esposto la propria opinione sui social network, è anche l’ex sindaco di Cuveglio Giorgio Piccolo: “Personalmente mi sembra un progetto senza anima, un progetto che si è voluto stilare per poter accedere al finanziamento senza analizzare profondamente e con competenza l’ubicazione dell’opera e le implicazioni sanitarie oltre che logistiche che l’eventuale realizzazione comporterebbe. Un progetto per realizzare un’opera in un luogo visibile del paese, mirando al consenso e non tenendo conto delle esigenze degli utenti e tantomeno della loro salute, se si immagina di realizzare il parco in un’area attigua alla trafficatissima SS394 e che spesso, in quel tratto, ci sono autoveicoli in colonna che emettono gas di scarico che certamente non aiutano a creare un ambiente, se non idilliaco almeno salubre, per poter sostare nei momenti di svago”.

“In estrema sintesi – conclude Piccolo – direi che per rimediare alla scelta, non condivisa dalla popolazione, di aver sradicato la quinta di alberi che esisteva in fregio alla strada, si provvede a progettare un parco giochi inclusivo che tutto può essere, tranne che un luogo di gioiose attività ludiche e di sano rilassamento”.

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