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Brezzo di Bedero | 24 Febbraio 2021

Brezzo, caso presepe vivente: “Non è mai troppo tardi per far rispettare la legge”

Il consigliere comunale Paolo Berti: "La soluzione più plausibile è quella di comprare moduli smontabili e montarli ogni Natale per smontarli dopo l’Epifania"

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“Come consigliere comunale di Brezzo di Bedero, a seguito degli accadimenti che hanno scosso gli animi negli ultimi giorni (in relazione alla situazione dello smantellamento del presepe vivente, ndr), mi sento in dovere di esternare la mia opinione a proposito“.

Ad affermarlo oggi, a margine del marasma, dei numerosi interventi e commenti scaturitosi dopo il nostro articolo di domenica, è il giovane consigliere comunale Paolo Berti. “La notizia di un cataclisma sarebbe stata meno dirompente, specialmente tra i leoni della tastiera, rispetto a quella di questo atto di civiltà, quello di far rimuovere le ‘casette’ del presepio vivente in località Canonica”.

Il cittadino che ha sollevato la questione, facendo un esposto agli organi competenti al fine di ripristinare la zona, negli immediati pressi della millenaria Colleggiata di S. Vittore, dal troppo tollerato abusivismo non ha voluto compromettere in alcun modo la prosecuzione della manifestazione che da quarant’anni anima il paese nei giorni di festa. Mi fanno sorridere (usando un eufemismo) le persone che, dall’alto della loro saccenza giuridica, in luoghi di alto lignaggio (su Facebook) affermano che il problema di futuri eventuali condoni edilizi o sanatorie non esista: nessuno può sapere se, tra qualche anno, da una baracca si costruisca un edificio, come del resto a poche decine di metri dalle stesse, pochi anni or sono è stato oggetto di condono un precario abusivo, autorizzando così una costruzione”.

“Tanti hanno scritto: “perché proprio ora?”, rispondo: prima di tutto penso che non sia mai troppo tardi per far rispettare le leggi e che sia arrivato il momento di intervenire a mettere ordine dove l’ordine non c’era – continua Berti -. L’amministrazione comunale (di cui faccio parte, ma dalla quale mi dissocio su molti fronti) ha avuto come interesse, durante i primi anni di mandato, proprio quello di ‘mettere ordine’ tra le associazioni, il ‘mettere ordine’ ha, di fatto, prodotto dei risultati. Risultati, a mio avviso, devastanti. Porto alcuni esempi: il più lampante è quello dell’associazione culturale Casa Paolo: questa è stata diretta magistralmente dal maestro Marco Targa dal 2003 al 2015 (col quale ho collaborato per alcuni anni). Durante le stagioni musicali in memoria e onore del musicista Paul Baumgartner, contava ogni sera un pubblico che variava da un numero di 70 persone alle 100 circa: tutti ci ricordiamo che il pubblico si sedeva sul plateatico fuori dal salone”.

“Mi piace ricordare la sera del concerto finale della prima masterclass del 2009 tenuta a Brezzo di Bedero dal Maestro Coviello – prosegue ancora il consigliere -: nella casa del pianista svizzero si respirava musica e cultura (scopo per il quale Baumgartner ha lasciato la casa al Comune nei primi anni ’80); il sindaco Daniele Boldrini, entusiasta della proposta dell’associazione ha reso abitabile e accogliente, con l’impegno di volontari, la casa. In questa occasione la sala era gremita di veri appassionati e affezionati, che hanno dato la forza all’Associazione e all’Amministrazione comunale successiva, di ripetere per alcuni anni le Masterclass, dove arrivavano a Brezzo di Bedero cantanti persino dal Giappone. Dopo il cambio dei vertici dell’Associazione (voluto dall’amministrazione in nome del ‘rinnovamento’), le esigue e timide manifestazioni, fatte negli ultimi anni, hanno avuto un drastico (forse anche di più) calo di pubblico”.

“Il comportamento dell’amministrazione che, alle dimissioni del dottor Manzin (organizzatore da 46 anni della Stagione Musicale della Canonica), non ha ringraziato e speso due parole per la persona che ha portato il nome di Brezzo di Bedero in tutta Europa – continua ulteriormente Berti -. La fine della manifestazione annuale della Falconeria Maestra, che si svolgeva nel prato antistante la Canonica. Lo smantellamento della Biblioteca Civica (fondata dal Sindaco Cassani nel 1974 e presieduta dal Cav. Alfonso Spozio), che ora è chiusa, i suoi libri (uno autografato da Piero Chiara) ammuffiscono negli scantinati del comune. Il tanto voluto ‘rinnovamento’ si è rivelato un clamoroso fallimento: tutte queste realtà sono oggi scomparse”.

L’amministrazione, invece, ha a cuore solo il Presepio Vivente (un po’ pochino..) ne prendiamo atto – afferma ancora Berti -. Grazie, però, all’ interessamento di un cittadino (l’unico che ha avuto il coraggio di eliminare una annosa coltre di omertà e connivenza, da parte del Comune) l’amministrazione comunale è stata obbligata a svolgere il proprio dovere, in nome della legge, prendendo atto degli abusi (o presunti tali) presenti in Canonica e provvedere alla loro rimozione”.

La soluzione più plausibile è quella di comprare moduli smontabili e montarli ogni Natale per smontarli dopo l’Epifania, al fine di proseguire con la manifestazione tanto cara a tutti noi – suggerisce Berti -. La Pro Loco è proprietaria del materiale rimosso e di svariate attrezzature e luminarie impiegate ogni Natale durante la manifestazione, ma non è più l’organizzatrice per un altro cambio di vertice (sempre in nome del “rinnovamento”), ma i suoi materiali fanno comodo. La Parrocchia potrà chiedere un contributo al Comune (come fa ogni anno e a cui l’Amministrazione ha sempre elargito il suo sostegno economico) per l’acquisto del nuovo materiale. Sono inutili le chiacchiere da bar, la soluzione per svolgere il Presepio Vivente si trova, basta volerlo, ma la legge parla chiaro e, per fortuna, esiste, al fine di tutelare questo luogo e lasciarlo intatto per le future generazioni”.

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