Valganna | 14 Febbraio 2021

Valganna, “sulla strada per Varese” con una lettera di metà Ottocento

Il documento di interesse storico racconta la nascita di un'opera pubblica che la popolazione locale riteneva di vitale importanza per fare fronte alla povertà

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La storia della strada che dalla Valganna conduce alle porte di Varese riemerge da una vecchia carta, recante il timbro della provincia di Como e datata 25 febbraio 1838, che un cittadino, Silvio Panzi, ha scelto di inviare alla nostra redazione per condividere un importante documento con i lettori dell’alto Varesotto.

La questione fu di quelle epocali, come si apprende dalle carte originali che alleghiamo in galleria fotografica (insieme alla trascrizione della missiva inoltrata al Regio Governo di Milano), tanto da arrivare a coinvolgere ben sedici Comuni del territorio. Altrettante sono le firme riportate in calce alla lettera, a testimonianza dell’assoluta centralità ricoperta dalla vicenda, per una serie di ragioni ampiamente descritte tra le righe (piuttosto comprensibili nonostante il gergo burocratico del periodo risorgimentale).

La richiesta era di sopperire alla mancanza di un collegamento sicuro e in piano verso Varese e Milano, ovviando così all’unica soluzione fino a quel momento impiegabile per gli spostamenti, una strada caratterizzata da estenuanti salite e ripide discese, che esponeva ad un rischio ritenuto decisamente troppo alto soprattutto nel tratto compreso tra il ponte sul Margorabbia e il bivio per Induno Olona.

Perché la popolazione locale aveva necessità impellente di spostarsi verso i “grandi centri”? La risposta all’interrogativo emerge sempre dal contenuto della lettera, ed è interessante per inquadrare il contesto socio economico in cui maturò la richiesta: Varese e Milano rappresentavano i centri più sicuri e vicini a cui rivolgersi per fare scorte di cibo e di altre risorse primarie fondamentali al sostentamento. In altre parole quegli spostamenti erano necessari per combattere la povertà determinata principalmente dallo scarso livello di produzione delle terre coltivate.

Anche l’iter progettuale aveva la sua rilevanza. Gli assessori firmatari della missiva, insieme al podestà e alle altre principali autorità locali cercarono da subito di orientare il verdetto verso una soluzione favorevole, citando i pareri positivi già raccolti, diverso tempo prima, da ingegneri e tecnici, enfatizzando inoltre sulla spesa contenuta da affrontare per i lavori di un’opera che la comunità attendeva da ben ventiquattro anni.

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