È l’amministrazione comunale di Maccagno con Pino e Veddasca a fare il punto, un paio di giorni dopo la frana avvenuta in via Reschigna, sulla situazione attuale.
Poco prima del mezzogiorno di domenica 31 gennaio, infatti, parecchi metri cubi di terra, pietrame e grossi massi sono caduti sul sedime stradale, richiedendo l’immediato intervento di diversi nuclei specializzati dei vigili del fuoco.
Nella mattina di ieri, lunedì 1 febbraio, i tecnici regionali dell’U.T.R. di Varese e il geologo incaricato dal Comune hanno effettuato un sopralluogo per verificare l’entità del danno: “Secondo una stima ancora un via di definizione ma assai prossima alla realtà – scrivono gli amministratori sulla pagina Facebook di Impegno Civico MPV – il problema è parso assai più complesso di quanto paventato nelle ore immediatamente seguenti all’evento”.
“L’intervento di sistemazione globale – spiega la giunta guidata dal sindaco Fabio Passera – si aggirerà sui 300mila euro. Un primo pronto intervento sarà di almeno di 150mila euro. A brevissimo partiranno le prime opere per il disgaggio dei massi rimasti impigliati nei circa 80 metri percorsi dalla frana”.
Non una riapertura a breve termine, dunque, per la via Reschigna e per la piazzola ecologica che vi si trova: ci vorrà almeno qualche settimana, “impossibile, a oggi, fare previsioni”.
Per tutto il tempo in cui la piattaforma di Maccagno resterà chiusa, dunque, la Comunità Montana Valli del Verbano ha ampliato gli orari di apertura di quella situata di Dumenza – anche la piazzola di Luino è chiusa per lavori – per permettere così agli utenti maccagnesi di usufruirne.
“L’unica nota positiva – conclude l’amministrazione – è che le due famiglie (che vivono in un’abitazione al di là della frana, ndr) possono rientrare a casa, ovviamente passando da via Acquadolce. Per il resto, cerchiamo di affrontare i problemi man mano che si presentano”.
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