(A cura di Mauro della Porta Raffo)
Ai nipoti Giulio e Tommaso.
Varese, 27 gennaio 2021.
Vedi come vanno le cose? Per gli Austriaci la battaglia di Novara del 22/23 marzo 1849 era finita bene.
Per celebrare la vittoria, nel 1850 ribattezzarono con questo nome una nave della loro Marina la cui storia va assolutamente raccontata. In primo luogo, perché, salpando da Trieste il 30 aprile del successivo 1857, quel legno circumnavigò la Terra.
Accadimento di tale preventivamente riconosciuta importanza scientifica (molti gli studiosi delle diverse discipline interessate imbarcati e importantissimi poi i riscontri) che Napoleone III, per quanto fosse in armi contro l’Impero Austroungarico, dette alle navi francesi che l’avessero incontrata per mare l’ordine di non tirarle neppure una cannonata.
In secondo luogo, perché anni dopo, esattamente nel 1864, modificata, portò l’Arciduca Massimiliano d’Asburgo (con la consorte) in Messico laddove sarebbe stato nominato Imperatore.
In terza battuta, perché sarà ancora la Novara a riportare a Trieste il corpo di Massimiliano che era stato fucilato da Benito Juarez al Queretaro nel 1867. È in ragione di questo ultimo luttuoso accadimento – non con riferimento come molti pensano alla indicata sconfitta dei Piemontesi – che Giosuè Carducci in ‘Miramar’ scriverà della “fatal Novara”.
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