Tutti i vaccini perseguono lo scopo di addestrare il sistema immunitario a riconoscere una parte di un virus e ad attivarsi contro di esso. I vaccini dei quali giornalmente si parla, in questi mesi, sono quelli destinati a prevenire la malattia da SARS-Cov-2.
Essi contengono molecole di RNA messaggero, le quali trasportano le informazioni necessarie per produrre nelle persone vaccinate, una proteina presente sulla superficie del virus (Spike) che agisce come una chiave per permettere l’ingresso e la replicazione del virus nelle cellule umane.
Quindi, a differenza di quello che molti pensano, il vaccino non contiene virus vivo. Iniettando solo l’mRNA necessario per produrre la proteina Spike non si potrà avere la replicazione del virus, ma solo la produzione della proteina la quale stimola il sistema immunitario dell’individuo a produrre anticorpi che siano in grado di distruggerla.
Cosa succede quando un soggetto vaccinato incontra il virus? Il suo sistema immunitario sarà già addestrato ad aggredire le proteine presenti sulla superficie del virus e a bloccarle, questo impedirà al virus di colonizzare le cellule e causare i sintomi della malattia.
In tanti si chiedono come sia possibile che un vaccino messo a punto così velocemente sia sicuro. Innanzitutto, le persone che si sono offerte volontarie per sperimentare la vaccinazione sono state molto più numerose che per gli altri vaccini, questo ha permesso di verificare in tempi più brevi che il vaccino fosse sicuro sui grandi numeri.
Inoltre, erano già in corso degli studi su vaccini a mRNA contro virus simili e sono state fornite enormi disponibilità economiche da parte di privati e di stati. Le agenzie regolatorie (che si occupano di dare l’ok all’uscita dei nuovi farmaci) hanno verificato la validità degli studi direttamente in corso d’opera, mentre in condizioni normali si aspetta che tutti gli studi siano stati riscritti e conclusi.
La criticità intrinseca di un vaccino mRNA sta nella sua instabilità chimico-fisica. Per tale motivo questa classe di vaccini richiede ancora condizioni di congelamento senza precedenti. Il vaccino Pfizer/Biontech, ad esempio, deve essere conservato a meno 70 gradi centigradi e può essere conservato per cinque giorni una volta posto in celle con temperatura di refrigerazione tra i due e gli otto gradi centigradi.
I risultati hanno dimostrato che due dosi del vaccino anti Covid-19 (Corona Virus Disease 2019) somministrate a distanza di 21 (per quello di Pfizer) o di 28 (per quello di Moderna) giorni l’una dall’altra, possono evitare al 95 % degli adulti di sviluppare la malattia da SARS-COV-2.
L’efficacia è dimostrata dopo una settimana dalla somministrazione della seconda dose. La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9 -12 mesi.
Molti si chiedono se il vaccino possa provocare la malattia Covid-19 o altre alterazioni genetiche, ma come sopra scritto, questi vaccini non utilizzano virus attivi, ma solo componenti genetiche che portano nell’organismo di chi si vaccina l’informazione per produrre anticorpi specifici. Non sono coinvolti virus vivi né attenuati per cui non può causare malattia. L’mRNA del vaccino come tutti gli mRNA prodotti si degrada naturalmente nella persona che lo riceve in pochi giorni.
Altra domanda che spesso si sente è se le persone vaccinate possano trasmettere l’infezione ad altre persone; gli studi clinici condotti fino ad oggi hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino sulle forme sintomatiche ma non hanno potuto dimostrare l’efficacia nel ridurre l’infezione asintomatica da SARS-COV-2 e quindi la trasmissione del virus. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione i vaccinati e le persone che sono state in contatto con loro è bene continuare ad adottare le misure anti-Covid (mascherine, lavaggio delle mani) almeno finché non si avranno evidenze diverse o fino a che non si raggiungerà l’immunità di gregge, ovvero fino a quando non si vaccinerà la maggioranza delle persone.
Chi ha già contratto la malattia può e deve vaccinarsi perché il vaccino aumenterà le difese immunitarie di questi soggetti.
Perché vaccinarsi allora? Più persone si vaccineranno più facile sarà raggiungere l’immunità di gregge che ci permetterà di sconfiggere il virus passando alla storia come quelli che hanno partecipato alla più grande campagna vaccinale dell’umanità.
Inoltre, in questo modo, non renderemo vani gli enormi sforzi economici sostenuti da tutti gli stati per sconfiggere SARS-COV-2. Questo vaccino, attualmente, è la sola possibilità che abbiamo per interrompere la diffusione del virus e tornare alle nostre vite.
Leonarda Mandracchia
Laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche presso l’Università degli Studi di Milano
Specializzata in Farmacologia presso L’università dell’Insubria
Farmacista Ospedaliero presso ASST Sette Laghi di Varese Presidi del Verbano
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