Le più diffuse sono certamente le allergie a pollini e acari, piccole particelle presenti nell’aria che respiriamo e che possono diventare la causa di disturbi parecchio limitanti. Gli effetti dell’allergia sono noti ai più e possono riguardare diversi ambiti della salute. Si manifestano in forme diverse e possono rappresentare un quadro clinico preoccupante se non trattati in maniera adeguata.
Le crisi allergiche solitamente si manifestano in forma di rinite o congiuntivite. Possono cronicizzarsi e provocare uno stato infiammatorio costante delle vie respiratorie. In questo caso possono degenerare in crisi di asma e difficoltà respiratorie che possono rappresentare un vero pericolo per la salute individuale.
In alcuni casi, è provato che i soggetti sensibili agli allergeni inalatori, quindi presenti nell’aria, possono manifestare sintomi incrociati e avere reazioni allergiche anche dopo l’assunzione di determinati alimenti. Comprendere le cause e l’origine della reazione allergica permette di migliorare lo stato di salute del paziente e la sua qualità di vita.
Cos’è l’allergia
Fenomeno noto da tempo ma che si sta affermando in maniera prorompente negli ultimi anni, l’allergia è la reazione del corpo a seguito dell’incontro con determinate sostanze. I cosiddetti allergeni, cioè le sostanze che provocano la reazione fisica, vengono interpretati dal corpo come fossero agenti patogeni del quale è necessario liberarsi. Così il sistema immunitario producendo muco mette in azione le proprie difese come fa per liberarsi di virus e batteri che colonizzano le vie aeree.
Di fatto, però, il corpo reagisce a una sostanza innocua che non è in grado di moltiplicarsi e attaccare l’organismo. La reazione appare quindi eccessiva e sproporzionata rispetto alla reale entità della contaminazione.
I principali allergeni, infatti, sono sostanze presenti in natura che non hanno interferenze dirette con il nostro organismo. Cioè, i pollini o gli escrementi degli acari, non hanno uno scopo preciso nel colonizzare l’ambiente in cui si annidano. Ma vi si depositano senza moltiplicarsi o provocare delle reazioni mirate alla propria sopravvivenza.
Le conseguenze delle allergie
Le allergie da inalazione rappresentano, quindi, una costante molto diffusa tra gli individui, giovani o adulti, della popolazione. Le cause della diffusione di questo genere di reazione non sono del tutto note. Non è chiaro, per esempio, cosa determini l’insorgere di una reazione specifica anche se sono note le cosiddette reazioni crociate.
Il corpo è in grado di riconoscere anche nel cibo la presenza di alcune sostanze simili a quelle per le quali avviene la reazione all’inalazione. Infatti, alcuni alimenti si caratterizzano per il fatto di possedere elementi comuni ai principali allergeni.
È noto che gli allergici alle graminacee potrebbero sviluppare una reazione avversa al consumo di pomodori, anguria, agrumi, kiwi. L’elenco continua ed è importante confrontarsi con il proprio allergologo per valutare la possibilità di monitorare le probabilità di questo tipo di conseguenze avverse.
Rimedi contro le allergie
Il ricorso agli antistaminici si rivela necessario nella maggior parte dei casi, specie nei periodi di maggiore sensibilità all’allergene. Lo scopo delle terapie farmacologiche è quello di contenere la produzione di istamina, la sostanza che il corpo genera per contrastare l’aggressione percepita da parte dell’allergene.
Di fatto è utile valutare l’opportunità di trattare in maniera attenta e rigorosa queste reazioni. Possono generare stati infiammatori cronici che con il tempo provocano reazioni avverse di una certa gravità a carico dei tessuti interessati.
Alcuni alimenti da inserire nella propria dieta quotidiana, hanno il merito di contenere naturalmente la produzione di istamina. Ribes Nero e liquirizia sono tra i principali antagonisti della produzione di istamina anche se non sono di per sé sufficienti a contrastare una crisi allergica.
È importante controllare l’ambiente domestico evitando di ingaggiare lotte contro i mulini a vento. Infatti, non è affatto facile azzerare la presenza di allergeni in casa, i quali sono presenti normalmente e in quantità difficilmente controllabile.
Una buona profilassi prevede di spolverare spesso le superfici con un panno umido, aspirare la polvere con una macchina filtrante. La guida all’acquisto dell’aspirapolvere può aiutare a comprendere il grado di filtraggio dell’aria.
Anche l’umidità gioca un ruolo importante nella diffusione di allergeni come pollini e polvere. Questa dovrebbe essere costante e compresa entro il 50% mentre le temperature dovrebbero sempre aggirarsi intorno ai 19/21° C.
Esistono dei trattamenti che per ridurre la sensibilizzazione del paziente nei confronti dell’allergene. È utile parlarne con il proprio medico e valutare la strada giusta da seguire per identificare con chiarezza quali siano le cause che provocano le reazioni allergiche e quindi intervenire di conseguenza.
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