Lombardia | 21 Gennaio 2021

Tutela e risanamento dei laghi, da Regione Lombardia via libera a un piano da 20 milioni

Le risorse saranno distribuite in tre anni e destinate a sostegno della biodiversità e disinquinamento. Gli enti potranno presentare i propri progetti entro il 30 marzo

spiagge sul lago maggiore
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Via libera al piano da 20 milioni di euro in tre anni dal 2021 al 2023 per la tutela e il risanamento delle acque lacustri: ad annunciarlo l’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale lombarda della proposta da lui stesso presentata.

La Giunta ha approvato anche i criteri e le modalità dei finanziamenti a favore dei laghi e della biodiversità, passando dal recupero delle sponde lacuali e dal disinquinamento delle acque all’di acquisto di battelli spazzini su tutto il territorio lombardo.

I 20 milioni saranno distribuiti in 3 anni – 5 nel 2021, 12,5 nel 2022 e i restanti 2,5 nel 2023 – e tali risorse verranno suddivise nei seguenti interventi: 3 milioni per laghi e biodiversità, 15 milioni per recupero sponde lacuali e azioni di disinquinamento delle acque e 2 milioni per i battelli spazzini.

“Questo piano triennale di tutela e risanamento delle acque lacustri – spiega Cattaneo – costituisce una tangibile testimonianza dell’impegno della Regione, e in particolare dell’assessorato all’Ambiente, a contrastare l’inquinamento e a sanare i nostri laghi. Le azioni che abbiamo predisposto sono un ulteriore tassello di questo impegno complessivo”.

“Miriamo in particolare – prosegue l’assessore – a salvaguardare le acque e a risanare gli ambienti lacustri. Ma anche a migliorare la funzionalità ecologica delle sponde e a contrastare la perdita di biodiversità, causata dalla diffusione di specie esotiche invasive. Finanziando l’acquisto dei battelli spazzini, da ultimo, vogliamo rendere più fruibili le aree di interesse pubblico come porti, approdi e darsene. Ovvero dove la navigazione spesso è ostacolata da alghe o tronchi”.

Tali provvedimenti interessano Province, Comuni con Autorità di bacino lacuale, Comunità montane, Unione di Comuni e anche Enti gestori delle aree protette delle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Città metropolitana di Milano, Mantova, Varese e Sondrio.

Le domande di finanziamento da parte degli enti dovranno essere presentate, tramite pec (ambiente_clima@pec.regione.lombardia.it) alla Direzione generale Ambiente e Clima, entro il 30 marzo. A esse dovranno essere allegati un progetto ed eventuali studi a supporto, con l’indicazione delle criticità da risolvere e i benefici che si attendono. Lo stesso soggetto beneficiario può fare domanda su più linee di finanziamento.

Il contributo, a fondo perduto, potrà arrivare a coprire fino al 100% delle spese ammissibili. In considerazione della differente rilevanza delle superfici lacustri nei diversi territori, alle province di Brescia, Como e Varese sarà corrisposto un contributo pari ad almeno il 15% dei finanziamenti assegnati. Alla provincia di Lecco risorse pari ad almeno il 10% e alla provincia di Bergamo un contributo di almeno il 5%.

La priorità di finanziamento sarà attribuita a interventi con progettazioni sviluppate almeno a livello definitivo, in particolare a quelli che presentano una maggiore percentuale di cofinanziamento. In subordine a quelli che rispondono a specifiche misure dei Piani di gestione delle aree Natura 2000 o agli interventi previsti dal Prioritized action framework (Paf) regionale. In caso di più progetti che rispondono a tali requisiti, la priorità sarà riconosciuta all’intervento di importo più ridotto, in modo da favorire il finanziamento del maggior numero di progetti possibile.

“Questi interventi – aggiunge l’assessore ad Ambiente e Clima di Regione Lombardia – ci permetteranno di migliorare l’ecologia dell’ambiente lacustre e la morfologia e la funzionalità ecologica delle loro sponde, come pure di creare fasce tampone ed ecosistemi-filtro acquatici e di riqualificare le fasce spondali, rendendo più fruibili le sponde lacustri stesse, in un’ottica complessiva di sostenibilità e di salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità”.

“Potremo finanziare – conclude Cattaneo – anche la gestione sostenibile delle acque meteoriche, sia in ambito urbano che lungo le sponde, nel rispetto dei principi dell’invarianza idraulica e idrologica. E, infine, migliorare la qualità delle acque risanando l’intero corpo idrico”.

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