Ormai manca solo l’ufficialità della firma ma è praticamente certo, come anticipato dal premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno: l’Italia, almeno fino a metà gennaio, tornerà divisa nelle tre fasce utilizzate durante il periodo pre natalizio: gialla, arancione e rossa.
Alcuni dettagli restano da definire ma la tabella di marcia dei prossimi giorni è già chiara. Le nuove misure saranno in vigore dal 7 al 15 gennaio. Nel weekend, contrariamente a quanto ipotizzato ieri, il Paese sarà in zona arancione e non rossa (giornate del 9 e 10 gennaio). Nelle giornate che precedono il fine settimana, invece, 7 e 8 gennaio, l’Italia sarà in zona gialla.
Resterà in vigore, fino alla scadenza del 15, il divieto di spostamenti tra regioni, fatta eccezione per le ragioni di lavoro, salute e inderogabile necessità. Nei festivi e pre festivi, bar e ristoranti saranno sempre chiusi al pubblico mentre saranno aperti i negozi, in linea con le disposizioni già note della zona arancione. Sarà attivo anche il divieto di spostarsi dal proprio comune, con la deroga, però, per i piccoli comuni (sotto i 5 mila abitanti, possibilità di spostarsi in un raggio di 30 chilometri).
Le regole che disciplineranno i comportamenti e gli spostamenti nei giorni settimanali sono in fase di definizione. Sarà il ministro della Salute, Roberto Speranza, a renderle note con le ordinanze attese per il weekend. Domani, inoltre, l’Istituto superiore di sanità pubblicherà i nuovi livelli di criticità di ogni regione, che consentiranno quindi di stabilire la suddivisione delle zone. La classificazione sarà orientata da un inasprimento, già annunciato, dei parametri di riferimento: l’rt (indice di contagio) a 1,25 farà scattare la zona rossa, l’rt a 1 quella arancione.
Lunedì 11 gennaio è previsto il ritorno in classe per gli studenti degli istituti superiori, con lezioni in presenza al 50%. Il ritorno tra i banchi non varrà però per tutte le regioni: Marche, Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno già annunciato che proseguiranno con le lezioni a distanza fino al 31 gennaio, la Campania fino al 25.
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