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Italia | 30 Dicembre 2020

Conferenza stampa di fine anno di Conte: “Il vaccino? Lo farei subito”. Ecco il video integrale

Conferenza stampa fiume del Presidente del Consiglio che ha parlato della pandemia in corso, di tutte le conseguenze del Covid e del futuro dell'Italia

Tempo medio di lettura: 5 minuti

La tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è iniziata a Villa Madama con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid ed ha toccato numerosi argomenti che interessano tutta la popolazione italiana in questo anno così difficile e complicato a causa della pandemia.

Dobbiamo assolutamente affrettare delle risposte che il paese attende – ha spiegato il premier -: oggi la manovra, poi il Recovery. In questi giorni ci sono stati incontri con le varie delegazioni dopo che hanno fatto pervenire degli appunti critici, adesso con i vari progetti selezionati come eleggibili dobbiamo fare una sintesi politica. Va fatta nei prossimi giorni, non esistono giorni di festa”.

“E’ chiaro che un atteggiamento di critica costruttiva ci permette di fare questa sintesi – ha continuato Conte -, io conto di andare in Consiglio dei ministri già ai primi giorni di gennaio e poi subito in Parlamento. Penso che per metà febbraio possiamo essere pronti. Siamo riusciti a rafforzare la nostra credibilità in Italia e in Europa pur essendo stati colpiti per primi dalla pandemia, non dobbiamo disperdere questo patrimonio.

Abbiamo una prospettiva di fine legislatura e allo stesso modo abbiamo pochi giorni davanti non ci possiamo permettere di galleggiare – afferma ancora -. Dobbiamo confrontarci nel merito, dopo la sintesi sul Recovery plan discuteremo delle priorità da qui alla fine della legislatura e dovremo tutti assumerci le nostre responsabilità”.

“Un presidente del Consiglio non sfida nessuno, ha la responsabilità di operare una sintesi politica e di portare avanti un programma di governo. Bisogna agire in maniera trasparente, il passaggio parlamentare è fondamentale – ha affermato ancora il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte -. Io non ho sfidato Salvini, ho evitato che una crisi di governo di consumasse nel chiuso di un appartamento del presidente del Consiglio o in un salotto. Ci saranno sempre passaggi chiari e franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare al dibattito e tutti i protagonisti di questi passaggi si assumeranno le loro responsabilità”.

Sui vaccini. “Il vaccino? Io lo farei subito per dare l’esempio, ma preferisco rispettare le priorità – ha dichiarato Conte -. Prima gli operatori sanitari, poi i residenti delle Rsa, quasi 1,8 milioni di persone. A seguire gli ultra 80enni, che sono quasi 1,4 milioni; quindi i 13 milioni tra 70 e 80 anni, poi i malati cronici che sono oltre 7 milioni. Servirà un grande sforzo ma dimostreremo ancora una volta di essere all’altezza di un piano vaccinale senza precedenti”.

In primavera inoltrata, non credo prima di aprile, dovremmo completare la fase 1 del piano vaccinale, quando avremo raggiunto 10 milioni di vaccinati. Abbiamo avuto per il primo giorno 9750 dosi iniziale, ora abbiamo un piano di 470mila dosi a settimana: entro gennaio arriveremo 2,3 milioni di vaccinati. Poi dovrebbe aggiungersi anche il vaccino di Moderna entro fine gennaio”, ha proseguito.

Conte sui carceri. “Sono contento di aver incontrato Rita Bernardini, anche perché ho saputo che dopo il mio incontro ha sospeso il digiuno. E’ chiaro che in un periodo così complesso ci sono ulteriori preoccupazioni per chi vive nelle carceri: nel complesso la situazione è sotto controllo perché su 53mila detenuti abbiamo riscontrato 844 casi di Covid di cui solo 35 sintomatici e 25 ricoverati. Io stesso ho verificato nella mia visita a Regina Coeli che le precauzioni ci sono, è ovvio che qualsiasi intervento più sistemico non può che passare da una sintesi politici. Comunque circa duemila detenuti hanno beneficiato di misure alternative. C’è comunque massima disponibilità a investire nell’edilizia e penitenziarie nell’assunzione di nuove forze di polizia penitenziaria”.

Su scuole e Covid. “Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie e di secondo grado possano ripartite con una didattica mista, almeno il 50 per cento in presenza ma nel segno della flessibilità. Non dobbiamo mettere a rischio i nostri figli, gli insegnanti e il personale Ata. A dicembre abbiamo compiuto un passo avanti per entrare nella logica di massima flessibilità – ha ricordato -, abbiamo coinvolto i prefetti, ci sono tavoli che hanno lavorato con le autorità coinvolte: scuola, trasporti e aurorità locali e centrali, per trovare la sintesi. Abbiamo compreso che non si può operare senza soluzioni flessibili, da valutare città per città, scuola per scuola, differenziare anche gli orari di ingresso non solo nelle scuole ma anche negli edifici pubblici”.

Conte ha ammesso che il “trasporto si è rivelato un momento critico per gestire la crisi pandemica, se dovessimo rispettare le regole di distanziamento occorrerebbe quintuplicare la flotta dei mezzi, cosa che ha dei limiti, ma abbiamo investito 3 miliardi per sostituire la flotta dei bus, come pure investito e stanziato 390milioni per favorire il noleggio di mezzi privati, tutte iniziative che devono essere messe a terra a livello regionale”.

Sul numero dei decessi lascio agli scienziati la risposta, gli esperti che indagano i fattori che hanno contribuito” a questi numeri dicono “che abbiamo la popolazione più anziana d’Europa, e inoltre in Italia si invecchia male, questo va associato alle abitudini di vita: li facciamo vivere con noi a differenza di altri paesi, tutto questo può aver contribuito al numero dei decessi”, è andato avanti il presidente del Consiglio. “Non valutiamo la vaccinazione obbligatoria, la escludiamo, lasciamo che parta il piano, vediamo il riscontro che ci sarà“.

Conte su Renzi. “Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio culturale e politico: nell’ultimo discorso ai gruppi Dc nel febbraio 1978 Moro sottolineò che gli ultimatum non sono ammissibili in politica perché hanno un significato di una stretta che fa precipitare le cose e impedisce una soluzione positiva. Sono al di fuori della logica degli ultimatum per attituidine personale e per cultura politica. Io sono per il dialogo, il confronto, per trovare una sintesi superiore nell’interesse paese”.

“Ho grandi responsabilità davanti ai cittadini – ha dichiarato ancora -, stiamo trovando le soluzioni migliori per garantire modernità con il Recovery, con manovre espansive. Siamo qui per programmare il futuro, non potrei mai distogliermi da questo obiettivo e mettermi a programmare una campagna elettorale, non mi appartiene questa prospettiva”.

I mercati ci stanno dando grande credibilità ma c’è un limite oltre il quale dobbiamo essere credibili e offrire una prospettiva di sostenibilità del debito pubblico – ha dichiarato ulteriormente Conte -, se non offriamo una prospettiva di rientro in un arco temporale definito, che non può essere trentennale o cinquantennale, prenderemmo in giro i nostri giovani perchè sarebbe un fardello che affosserebbe le prossime generazioni”.

“A un tavolo di maggioranza con le forze politiche e i ministri si può discutere di tutto – ha aggiunto – fermo restando che se parliamo di Mes sarà il Parlamento a decidere se attivarlo o meno. Ma va chiarito che noi non possiamo utilizzare neppure tutti i prestiti Next generation Eu come investimenti aggiuntivi, perchè dobbiamo tener conto del tendenziale. Se usassimo tutti i fondi europei, strutturali, di coesione, il Recovery, questi investimenti come opere nuove avremmo vari inconvenienti. Primo che se mettessimmo insieme tutti i fondi ci ritroveremo nel’arco di qualche anno a realizzare qualcosa forse di impossibile. Secondo, per i fondi strutturali europei non siamo riusciti a spendere circa il 60% e quindi abbiamo una deficiente capacità amministrativa di spendere e quindi c’è un limite alla capacità di spesa. E poi se fossero tutti interventi aggiuntivi dovremmo operare dei tagli alla spesa, altrimenti ci sarebbe nuovo deficit. Sta già crescendo il debito pubblico”.

I dati economici non sono negativi, aspettiamo l’ultimo trimestre, vediamo come stanno andando, teniamo però conto che in Italia la pandemia è scoppiata per prima in modo così incisivo, abbiamo dovuto, primi nel mondo occidentale, elaborare soluzioni e risposte – ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte -. Aspettiamo a fare bilanci e i dati complessivi quello che posso dire è che sicuramente abbiamo messo il massimo impegno anche sulle limitazioni alla libertà personale, anche se le misure restrittive sono state adottate dappertutto e anche in modo più incisivo che da noi”.

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