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Varese | 23 Dicembre 2020

“In un anno difficile noi ci siamo stati. Non lasceremo indietro nessuno ma servono politiche chiare”

Ecco il resoconto della conferenza stampa fine anno Presidente Confartigianato Varese Davide Galli, che ha analizzato tante peculiarità del territorio

Tempo medio di lettura: 5 minuti

GIU’ IL PIL E AUMENTO DELLA CASSA (*)

Il 4 novembre abbiamo presentato l’ultimo capitolo dell’indagine di The European House – Ambrosetti per Confartigianato Imprese Varese e i numeri che gli analisti ci hanno restituito sono quelli di una provincia che probabilmente pagherà al Covid un dazio altissimo, pari al 12,3% del Pil contro una media italiana del 10,8%.

Al contempo, il tasso di assunzioni rilevato dal nostro Osservatorio per il Mercato del lavoro evidenzia una flessione del 41% nei primi dieci mesi del 2020 rispetto all’anno precedente, e un aumento vertiginoso della cassa integrazione (picco del 75% nel mese di arile), segno che la frenata ricadrà come un macigno sul benessere del nostro territorio, e dei suoi giovani.

CI SIAMO SEMPRE STATI

Ci siamo stati e abbiamo offerto, alle imprese, la solidità di un’azienda e di una associazione che hanno saputo radunare le forze nello straniamento collettivo per restituire risposte e soluzioni a coloro che operano tutti i giorni per il benessere dei territori.

Non abbiamo mai chiuso e siamo stati sempre disponibili con le imprese assistendole su ogni fronte e tutti i giorni. E questo senza fare mai mancare condizioni di sicurezza e prevenzione a tutti i 200 e oltre dipendenti e collaboratori.

Abbiamo innovato, riorganizzato le nostre attività, investito in tecnologia e sviluppo.

Siamo in crescita dimensionale, abbiamo aumentato professionisti ed esperti all’interno del nostro organico per migliorare costantemente il livello di qualità dei servizi.

Siamo presenti su ogni campo: gestionale, fiscale, societario, lavoro, previdenziale, sindacale, ambiente, sicurezza e salute sul lavoro, innovazione, export, qualità, etc. Una azienda completa al servizio delle aziende. E una associazione con lo sguardo sul territorio e oltre.

NON LASCEREMO INDIETRO NESSUNO

Non lasceremo indietro nessuno, tutti avranno il supporto di Confartigianato Varese, dei suoi professionisti di Artser, perché siamo, e resteremo, un punto di riferimento per le imprese e per il territorio.

FABERLAB A SARONNO CON ARBURG

Abbiamo effettuato il trasloco di Faberlab a Saronno e acquistato una stampante freeformer Arburg per la produzione additiva con tecnologia brevettata Apf (Arburg plastic freeforming) che consente di realizzare prototipi e piccole serie utilizzando materie plastiche in granuli (granulati di plastica) anziché filamenti o polveri. Un investimento unico per l’innovazione del settore.

FINANZIAMENTI

Abbiamo concesso finanziamenti diretti di CS attraverso QuiCredito

LA CULTURA DELLA SICUREZZA E FSBA

Abbiamo fatto cultura della sicurezza, e della salute, aiutando le imprese a fare barriera contro il Covid e le abbiamo sostenute in tutte le pratiche legate a Fsba, facendo fronte ai non pochi problemi della burocrazia, che non ha aiutato nessuno. Non abbiamo mai fatto un passo indietro, nonostante le difficoltà.

L’E-COMMERCE DI CONFARTIGIANATO ARTSER E’ BOTTEGHE ARTIGIANALI

Nel pieno della prima ondata Covid, con l’onda lunga del lockdown a colpire duro sulle nostre imprese, abbiamo iniziato un’avventura importante – quella di Botteghe Artigianali – che è la formula e-commerce per le piccole e medie imprese, oltre che il nostro modo di reagire a una imprevedibilità che abbiamo voluto trasformare in opportunità.

INVESTIRE SUL TERRITORIO “IO SCELGO TE”

A seguire, con la campagna “Io scelgo te” abbiamo lanciato un messaggio convinto: io scelgo l’impresa, lo faccio con consapevolezza, credo in un territorio e condivido la certezza che il lavoro genera benessere e il benessere è la premessa della buona socialità.

LA PROSPETTIVA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE

Abbiamo cercato di far confluire tutto questo futuro in uno studio profondo nelle basi e innovativo nelle finalità: “Un nuovo hub della mobilità avanzata, il driver dello sviluppo è la sostenibilità”, messo a punto da The European House – Ambrosetti sulla scia degli “Scenari di futuro” del 2019 e presentato in occasione di un evento online il 4 novembre scorso ad imprese e stakeholder che, in prima fila il comune di Varese, hanno calcato le orme partecipando con questo stesso documento a un bando nazionale destinato alla progettualità avanzata.

LE COMPETENZE: IPE, IMPRESE DI PROVATA ECCELLENZA

Ho in mente IPE, acronimo di Imprese di Provata Eccellenza, e il percorso intrapreso dalla nostra area lavoro con la scuola di formazione Versione Beta per proporre un percorso formativo di elevato livello per certificare l’acquisizione di nuove competenze e rinnovare di biennio in biennio l’aggiornamento, così da portare in dote al cliente qualità, affidabilità, una certificazione autorevole e la preparazione costantemente proiettata al futuro.

Siamo partiti con gli impiantisti, precedendo la spinta impressa ad un sofferente settore casa dall’introduzione del super ecobonus 110%, con il quale il Governo spera di risollevare le sorti dell’edilizia e attraverso il quale speriamo di dare almeno tre anni di fiducia a tutti gli operatori impegnati nel comparto.

CREDERE NEL TERRITORIO: DONAZIONE ALL’OSPEDALE

Siamo qui, parte della provincia di Varese e, al contempo, aperti.

La recente donazione all’Asst dei Sette Laghi di 400 panettoni, di un ventilatore e di un apparecchio per l’ossigeno ad alto flusso (quest’ultimo ad opera di un gruppo di dipendenti della Confartigianato Artser), così come la realizzazione di valvole respiratorie da parte di Faberlab, sono le testimonianze di quanto sappiamo essere presenti e solidi nei momenti più difficili. Sappiamo dimostrare una partecipazione etica e civile al dibattito del territorio. «Ci viene chiesto un sacrificio molto difficile. Questa terra provata potrà contare sulle sue imprese» dicevo il 22 marzo scorso. Lo ribadisco oggi. Contate su di noi, ma non scambiate la disponibilità per disinteresse: cercheremo e chiederemo il giusto.

REGOLE CHIARE E VISIONE DI RESPIRO

No alle prebende, sì al lavoro. No a interventi schizofrenici, scanditi dalla paura del movimento e della liberà: vogliamo regole chiare e una visione di lungo respiro.

Dovremo essere noi imprenditori a innalzare il livello del dibattito politico e guideremo la ripresa con le “idee per la ripartenza” che, nel maggio scorso, abbiamo reso pubbliche per accompagnare la messa in moto del mondo del lavoro.

RECOVERY FUND: GUAI A LASCIAR FUORI LE PMI

Fondamentale la gestione dei fondi che entreranno nella pancia del Paese attraverso il Next Generation Eu. Non si sbagli ora: la posta in gioco è così alta che lasciar fuori le Piccole e Medie imprese significherebbe condannare il Paese alla perdita di quella linfa della quale si nutre il meglio del Made in Italy. Le imprese, dunque, pagheranno i fornitori puntellando il sistema ma il sistema eviti di disgregare quanto di buono è stato costruito dalla libera impresa.

(*) FOCUS MERCATO DEL LAVORO

  1. A) Assunzioni giù, cassa integrazione (Fsba, per le aziende artigiane) su.
    Picco negativo delle assunzioni: -41% nel periodo gennaio-ottobre 2020 rispetto al corrispettivo del 2019.
    Critico il primo semestre (-45,33%) e per nulla confortante il dato (-25%) dei mesi di gennaio e febbraio, sul quale non gravava ancora l’influenza negativa della pandemia.
  2. B) –46,54% la flessione nell’assunzione di stranieri. Giù del 44% le donne e, a chiudere, male i giovani (-41,83%), che viaggiano in linea con la media in ribasso dell’anno.
  3. C) Peggio di tutti, alla voce nuova occupazione, il commercio (60,53%), tallonato dai servizi alla persona (-49,69%) e dalle attività manifatturiere (47,83%), nell’ambito delle quali rileviamo la forte sofferenza delle industrie alimentari (69,66%), del settore riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (-71,43%) e del tessile (giù del 52%). Meglio l’edilizia, che non è salita sull’altalena delle interruzioni.
  4. D) Quasi il 75% dei lavoratori delle aziende artigiane e delle Pmi della provincia di Varese, nel mese di aprile 2020 ha dovuto affrontare la cassa integrazione contro un media annuale attestata sulla media del 2% A marzo, mese di inizio della pandemia, la percentuale di lavoratori per cui si è ricorso agli ammortizzatori sociali è stato del 62,38%;
  5. E) Se nel primo semestre dell’anno le aziende e i lavoratori che hanno più sofferto sono stati quelli direttamente coinvolti di divieti e chiusure imposte dai Dpcm, nel secondo semestre sono state le aziende manufatturiere a scontare la frenata degli ordinativi.
  6. F) «Questi dati non devono spaventare ma responsabilizzare: dobbiamo mobilitare tutte le risorse necessarie a invertire la tendenza senza lasciare indietro nessuno. Per ciascuna impresa dobbiamo immaginare una soluzione: con Confartigianato Artser stiamo lavorando per affinare i servizi, e rimodellarli affinché la risposta sia idonea alle nuove esigenze del mercato e ai bisogni delle aziende e stiamo riorganizzando la nostra voce, affinché arrivi con un approccio propositivo. Dobbiamo analizzare la situazione e ampliare l’ascolto e fornire sempre più strumenti formativi e informativi necessari all’organizzazione e riorganizzazione delle imprese».

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