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Valceresio | 15 Dicembre 2020

Spaccio nei boschi della Valceresio, arrestate tre persone

I carabinieri del comando provinciale di Varese hanno assestato il primo colpo ad una complessa rete di attività illegale scoperta tra Induno e Arcisate

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I carabinieri del comando provinciale di Varese hanno mantenuto il riserbo fino a ieri mattina, quando una lunga operazione partita ad inizio anno dai boschi situati tra Arcisate e Induno Olona ha raggiunto la fase clou.

Il gip del Tribunale di Varese, grazie alla meticolosa indagine condotta dai militari in collaborazione con il gruppo forestale e con i carabinieri della Compagnia del capoluogo, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per tre soggetti, regolarmente eseguita. Due di loro (un 25enne e un 30enne di origine marocchina) sono stati tradotti al carcere Miogni, mentre un 48enne italiano si trova ora ai domiciliari. Altre quattro persone sono state denunciate.

Si tratta del primo colpo assestato ad una fitta rete di spaccio che operava nei boschi situati tra i due paesi, seguendo dinamiche e metodi organizzativi quasi perfettamente sovrapponibili a quelli di cui tutta la comunità dell’alto Varesotto ha sentito parlare, in questi ultimi anni, per i risultati ottenuti con l’operazione “Maghreb” dai carabinieri di Luino tra la Valcuvia e la Valtravaglia.

A svelare i primi dettagli dell’attività di compravendita, che ha coinvolto circa quaranta “clienti”, negli oltre cinquecento incontri documentati, e proseguiti anche durante il lockdown, è La Prealpina: “Al vertice della piramide, secondo gli inquirenti, c’erano i due marocchini, residenti in provincia di Milano ma che ogni giorno si presentavano nei boschi della Valceresio, al confine con Varese, per coordinare le attività: davano appuntamento ai clienti utilizzando nomi in codice per indicare i luoghi di incontro, e potevano contare sulla collaborazione di alcuni assuntori della zona, disposti a fare da vedette in cambio di dosi di droga. Non è tutto. Per non destare sospetti, i capi dell’organizzazione utilizzavano auto sempre diverse, tutte intestate a cinque prestanome (quattro romeni residenti nel Milanese e un italiano di Pavia) risultati titolari addirittura di 663 veicoli“.

L’operazione descritta in cifre vanta inoltre il sequestro tra gennaio e marzo di cinquantadue chili di stupefacenti – negli accampamenti tra le piante gli assuntori potevano rifornirsi di marijuana, cocaina, eroina e hashish – per un valore complessivo di oltre un milione di euro.

“Le zone dello spaccio a partire da questa mattina (ieri, ndr) sono libere e ripulite“, ha commentato il sindaco di Arcisate Gianluca Cavalluzzi tramite Facebook, informando la comunità dell’importante risultato raggiunto dalla forze dell’ordine, anche grazie a quanto segnalato dagli abitanti del paese circa i momenti sospetti tra la zona di via Passerini e quella dei boschi che circondano il campo sportivo. “Un grazie di cuore ai carabinieri – ha aggiunto Cavalluzzi – che come sempre contribuiscono a rendere ancora più sicuro il nostro territorio”.

Soddisfazione e parole di gratitudine anche da parte di Marco Cavallin, primo cittadino di Induno Olona, che sempre tramite il social network ha commentato l’esito dell’intervento, in particolare per quanto concerne la zona di Velmaio, focalizzando l’attenzione sulle modalità impiegate: “Non vi nascondo che è stato difficile tenere i cittadini all’oscuro della situazione, dopo quanto avevano segnalato. Le operazioni sono state complesse e sono dovuti trascorrere alcuni mesi di assoluto riserbo su ciò che stava avvenendo. Spesso, e non solo in questi frangenti, il lavoro silenzioso e sotto traccia, lontano dal clamore dei media, è molto importante e indispensabile, questo però non toglie l’impegno di tutti coloro che si danno da fare per cogliere il risultato sperato”.

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