Società | 1 Dicembre 2020

Zanzariere con detrazione: ecco cosa c’è da sapere

Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'argomento per evitare errori e lasciare soddisfatta la clientela

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La detrazione fiscale per le zanzariere (https://www.shark-net.com/detrazione-fiscale-zanzariere/) riscuote un crescente successo, sebbene molti rivenditori non sappiano ancora come muoversi. Confermata per il 2020, al fine di ottenere questa agevolazione è necessario rispettare alcuni requisiti di natura tecnica riguardanti le qualità dei prodotti ma non solo. Il rivenditore potrà infatti aumentare le vendite delle zanzariere senza applicare sconti immediati in fattura, semplicemente prestando la dovuta attenzione in fase di compilazione della fattura fiscale. Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’argomento per evitare errori e lasciare soddisfatta la clientela.

Detrazione fiscale zanzariere e l’importanza della fattura

Come noto anche l’acquisto delle zanzariere può essere detratto fiscalmente ai fini Irpef. Tuttavia, per accedere validamente a questo beneficio di legge bisogna muoversi in tempo, raccogliere tutta la documentazione necessaria e rispettare un passo alla volta l’intera procedura. Molti rivenditori si domandano come aumentare le vendite delle zanzariere plissettate, che danno diritto alla detrazione del 65%, senza applicare sconti esorbitanti che alla fine riducono l’utile a zero. In realtà la commercializzazione proficua di queste schermature che accrescono l’efficienza energetica degli immobili richiede la corretta compilazione della fattura.

Solo in questo modo il cliente finale potrà ottenere la detrazione del 65% e quindi un risparmio considerevole sull’investimento. Nello specifico, la fattura fiscale dovrà per prima cosa indicare tutte le informazioni relative alle schermature, le quali devono essere conformi a quanto previsto dal DLgs n. 311 del 2006.

Il rivenditore, pertanto, si occuperà di riportare nella fattura, in maniera esatta e chiara, non solo la quantità e tipologie delle schermature acquistate dal cliente, ma anche i metri quadrati occupati dai prodotti e il got.

Quest’ultimo descrive, dal punto di vista strettamente tecnico, il tipo tessuto e i materiali impiegati per la realizzazione delle zanzariere. Trattasi di parametri fondamentali per stabilire l’idoneità dei prodotti e che devono essere approvati da un ente certificatore. Il got permette infatti di misurare l’efficacia del potere filtrante delle schermature, aspetto determinato tramite un coefficiente che deve essere superiore a rigorosi limiti previsti dalla legge. Diversamente la zanzariera non rientra nell’Ecobonus. Altro dato fondamentale è l’orientamento delle zanzariere, quindi la posizione in base alla quale vengono installate nell’immobile, tenuto conto dei punti cardinali Nord, Sud, Est ed Ovest. Bisogna essere molto attenti durante la predisposizione della fattura, senza dimenticare che le zanzariere orientate a Nord non sono oggetto di detrazioni ai fini fiscali. Il got non deve essere confuso con la marcatura CE, la quale si riferisce alla procedura che ciascun produttore deve rispettare per poter validamente mettere in commercio zanzariere che siano in linea con i requisiti comunitari di sicurezza e salute.

La zanzariere che garantiscono risparmio energetico

Una volta compilata in tutte le sue parti la fattura, sulle base dei consigli descritti, il rivenditore avrà la possibilità di accrescere le vendite, lasciano al contempo i clienti molto soddisfatti. Naturalmente il produttore, che spesso coincide con lo stesso rivenditore e installatore, dovrà garantire che le zanzariere dispongano di tutti i requisiti tecnici previsti dalla normativa di settore. A questo riguardo rilascerà al cliente anche una scheda descrittiva dell’avvenuto intervento, debitamente firmata e che poi verrà inoltrata all’Enea assieme al resto della documentazione.

In aggiunta il cliente dovrà disporre delle ricevute dei bonifici parlanti, così definiti perché dovranno attestare l’avvenuto pagamento delle schermature, indicando tutte le informazioni della transazione. L’ultimo documento amministrativo è la ricevuta che prova la tempestiva trasmissione della domanda all’Enea, da cui si ricava il codice CPID. L’intero iter, anche se può essere portato a termine senza il supporto di un commercialista, potrebbe mandare il confusione con conseguente rischio di perdere il beneficio. Ecco perché è importante richiedere il supporto di professionisti.

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