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Luino | 10 Novembre 2020

Limitazioni anti Covid dopo il DPCM del 3 novembre: tutti i chiarimenti ufficiali

Sul sito del Governo pubblicate le risposte ad alcune delle domande più frequenti

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Articolo pubblicato da Confcommercio Ascom Luino

Sul sito del Governo sono state pubblicate alcune FAQ (domande e risposte) per chiarire aspetti del DPCM 3 novembre 2020, che ha previsto la chiusura di alcune attività, limitazioni negli spostamenti ed ha dato il via alla creazione di zone rosse, arancioni e gialle.

Confcommercio nazionale e Confcommercio Lombardia si sono attivate, anche su segnalazione delle singole Ascom territoriali, per sottoporre i casi dubbi ed avere risposte certe.

Illustriamo sinteticamente alcune FAQ che interessano il mondo delle imprese, con riferimento naturalmente alle disposizioni vigenti in Lombardia, classificata zona rossa.

Per consultare integralmente le FAQ  CLICCARE QUI.

PUBBLICI ESERCIZI E ALBERGHI
Ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, ecc. possono effettuare solo la vendita con consegna a domicilio o per asporto: a questo proposito, per l’asporto, è stato ribadito che l’ingresso e la permanenza dei clienti nei locali sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti, né il consumo all’interno o in prossimità dei locali.
La vendita per asporto è consentita tutti i giorni dalle ore 5.00 alle 22.00, mentre la consegna a domicilio non ha limiti di orario.
E’ stato chiarito che i ristoranti degli alberghi possono restare aperti, senza limiti di orario, solo per i clienti che vi alloggiano.

NEGOZI
Per quanto riguarda i negozi, è stato ribadito che quelli autorizzati a restare aperti (vendita di beni alimentari o beni considerati di prima necessità come telefonia, elettrodomestici, ferramenta, colorifici, cartoleria, ecc.) possono vendere esclusivamente i beni relativi alle attività autorizzate.
CLICCA QUI PER CONSULTARE L’ELENCO DELLE ATTIVITA’ CHE POSSONO RESTARE APERTE.
Per gli altri prodotti le attività commerciali devono organizzare gli spazi in modo da precludere ai clienti l’accesso a scaffali o corsie in cui siano riposti beni diversi da quelli alimentari e di prima necessità. Nel caso in cui ciò non sia possibile, devono essere rimossi dagli scaffali i prodotti la cui vendita non è consentita. Questa regola vale per qualunque giorno di apertura, feriale, prefestivo o festivo. Quindi, ad esempio, la ferramenta può stare aperta e vendere  i prodotti inerenti: se commercializza anche mobili da giardino, questi ultimi non possono essere posti in vendita.

CONSEGNA A DOMICILIO
Per tutte le attività è sempre consentita la consegna a domicilio di ogni tipo di bene o prodotto. La consegna deve avvenire sia nel rispetto delle normative igienico-sanitarie (per i prodotti alimentari), sia evitando che all’atto della consegna vi siano contatti a distanza inferiore ad un metro. Un negozio di abbigliamento, ad esempio, deve restare chiuso, ma può consegnare a domicilio i propri prodotti. Anche le attività aperte (es. alimentari) possono naturalmente consegnare a domicilio. La consegna può essere effettuata, indifferentemente, direttamente dall’esercente, tramite corriere o tramite piattaforme di commercio online. Per la vendita a domicilio non è richiesta nessuna autorizzazione o comunicazione a enti pubblici.
Non è invece consentito il ritiro dei prodotti in negozio o al suo esterno: devono essere consegnati al domicilio del cliente.

SPOSTAMENTI
Per quanto riguarda gli spostamenti, è sempre possibile uscire da casa per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute. E’ quindi consentito recarsi al lavoro, sia per i dipendenti che per gli autonomi (imprenditori, professionisti, ecc.). Comprovate esigenze lavorative significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. Le casistiche sono le più disparate: a rigor di logica è anche consentito recarsi, ad esempio, in un’attività commerciale chiusa per verificare lo stato delle merci, per organizzare la vendita a domicilio dei prodotti, ecc.

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