Sette colpi messi a segno nel giro di due settimane. A tanto ammonta il bilancio dell’attività di borseggio registrata di recente in diversi centri commerciali ticinesi, in relazione alla quale la polizia cantonale ha individuato e arrestato i due presunti responsabili.
Si tratta di due trentenni rumeni, residenti nel loro paese di origine, che avrebbero agito tra Bellinzonese e Locarnese prendendo di mira i cittadini intenti a fare compere.
In due casi, si apprende da fonti di indagine, i due dopo aver sottratto il portafoglio avrebbero tentato di eseguire dei prelievi abusivi di denaro da un bancomat, servendosi di diverse carte di credito precedentemente sottratte. I due trentenni sono stati fermati dalle guardie di confine lo scorso 6 novembre, mentre si trovavano a bordo di un’auto per le strade di Bissone, piccolo centro lacustre nel distretto di Lugano, situato al confine con Melide e con Campione d’Italia.
Le accuse a loro rivolte sono di ripetuto furto e ripetuto abuso d’impianto per l’elaborazione di dati. La misura cautelare nei loro confronti è già stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi.
“Per evitare che certe situazioni si possano verificare è importante cercare, nel limite del possibile, di portare con sé nei luoghi pubblici poco denaro contante, e il minor numero possibile di oggetti di valore – si legge in un appello della polizia cantonale rivolto ai cittadini -. Non lasciate mai incustoditi la vostra borsa o il vostro bagaglio. Riponete i vostri oggetti di valore in una tasca interna della giacca, possibilmente chiudibile. Quando camminate in luoghi altamente frequentati, tenete la vostra borsa o il vostro zaino ben chiusi e stretti davanti al corpo. Non riponete mai i vostri oggetti di valore nelle tasche esterne dei vestiti”.
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