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Varese | 9 Novembre 2020

Basket, Varese cade anche a Pesaro: quinto ko consecutivo

I biancorossi controllano per più di metà gara, ma la voglia di rimonta dei padroni di casa fa emergere i soliti problemi. 85-78 il finale. Si aspetta Jalen Jones

Tempo medio di lettura: 3 minuti

L’attesa di un Jalen Jones che almeno sulla carta serve come ossigeno alla sofferente compagine di Massimo Bulleri, non si è consumata come previsto con la palla a due di Pesaro, e al calvario sportivo della Pallacanestro Varese costretta agli straordinari dalla situazione infermeria – out De Vico e Ferrero – si è aggiunto un nuovo capitolo, laddove tutti si aspettavano che venisse scritta la prima pagina di una storia diversa, improntata sul filone del cambiamento alla ricerca della vera identità in campo, dopo una prima esperienza – lunga circa due mesi – non andata a buon fine.

Era lecito non immaginare il quinto ko consecutivo come esito della trasferta nelle Marche, perlopiù dopo l’inattesa notizia della positività al tampone Covid di uno degli ex di giornata, Tyler Cain, centro titolare della banda Repesa, reduce dal 12+19 (punti e rimbalzi) della vittoria su Cremona, prima dello stop imposto dal virus.

E pensare che le cose sul parquet della Vitrifrigo Arena erano iniziate anche per il verso giusto, con il controllo a +5 di fine primo quarto, la doppia cifra di vantaggio acquisita nel secondo periodo, la sfida a rimbalzo che per dieci minuti abbondanti ha premiato i biancorossi, ispirati – ironia della sorte – da un Denzel Andersson che, posate le valigie, ha pensato bene di mettere a referto la sua prima vera presenza dopo sei turni di latitanza in campo, mettendo la firma su quasi tutte le giocate che nella prima frazione hanno condotto agli otto punti costruiti su seconde occasioni.

Questo prima di assistere all’ormai tristemente noto destino di una difesa costretta dalla sua precarietà ed incompletezza a rincorrere sulle rotazioni, a inciampare sui suoi passi, ad abbassare il capo non appena l’avversario inizia a muovere sul serio le braccia sotto il tabellone, pur senza la sua figura di riferimento – nel caso specifico di Pesaro – deputata a svolgere tale compito.

E’ così che inizia la cronaca di una nuova e annunciata disfatta, con gli equilibri sui rimbalzi difensivi che si spostano dal 10-5 pro Varese di inizio gara al 14-11 dell’intervallo lungo, accompagnati da un indemoniato Justin Robinson che spinge i suoi a dimezzare lo svantaggio, per poi azzerarlo completamente nella ripresa quando Varese va sotto e le cifre sul tabellino del play statunitense lievitano fino a quota 22 punti, a cui si sommano i 13 di Tambone, l’altro ex, e i 18 di Delfino, impegnato dall’inizio alla fine in un affascinante testa a testa con Scola (22) che senza coronavirus sarebbe valso da solo il prezzo del biglietto.

Quello della gara, di prezzo, è però ancora una volta eccessivamente caro, insostenibile (tolta la sfida tra leggende mai realmente sulla via del tramonto). I problemi tecnici e atletici della difesa varesina sono tali da causare puntualmente quello shock psicologico che fa franare tutto, compreso quel che di incoraggiante si è visto a Pesaro (Scola sempre più leader e top scorer, Jacoviks una garanzia nel supporting cast, Strautins capace di incidere seppur con qualche palla persa di troppo, e poi ancora la doppia cifra di vantaggio e il controllo più di metà gara, nonostante la panchina fin troppo corta).

L’85-78 finale cade come un’altra doccia fredda sulle teste basse di Douglas (9 punti con 3/13) e compagni, rei di aver davvero creduto di poter gettare il cuore oltre gli ostacoli senza quell’autonomia, fisica e mentale, indispensabile per giungere alla fine dell’ultimo quarto (per metà praticamente non giocato) con il bagaglio per imporsi. Che l’arrivo dell’ala texana sia davvero di buon auspicio.

CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO-OPENJOBMETIS VARESE: 85-78

Carpegna Prosciutto Pesaro: Drell 2, Massenat 11, Filloy 5, Robinson 22, Tambone 13, Basso ne, Serpilli ne, Filipovity 9, Zanotti 5, Delfino 18. Coach: Jasmin Repeša.

Openjobmetis Varese: Morse 2, Scola 22, De Nicolao 7, Jakovičs 12, Ruzzier 7, Andersson 7, Strautiņš 12, De Vico ne, Douglas 9, Virginio ne. Coach: Massimo Bulleri.

Arbitri: Paternicò – Pepponi – Dori.

Parziali: 16-21; 18-18; 27-18; 24-21. Progressivi: 16-21; 34-39; 61-57; 85-78.

Note – T3: 11/35 Pesaro, 13/34 Varese; T2: 19/32 Pesaro, 14/27 Varese; TL: 14/15 Pesaro, 11/19 Varese. Rimbalzi: 36 Pesaro (Filipovity 17), 38 Varese (Strautiņš 11); Assist: 15 Pesaro (Delfino 4), 10 Varese (Douglas 4).

(Foto archivio © Alberto Ossola) 

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