Nella giornata di ieri Coldiretti ha lanciato l’allarme per l’ingente danno economico causato dalla vendita in tutto il mondo di cibo italiano contraffatto. Un buco da 100 miliardi di euro, le cui conseguenze si ripercuotono anche su attività e aziende agricole della provincia di Varese, data la presenza sul territorio di numerosi prodotti tipici, specialmente in ambito caseario.
Per rinforzare l’azione di tutela e contrastare il fenomeno, l’associazione ha scelto di appoggiare il solido progetto dell’ente Qualitalia per il tracciamento e la certificazione dell’identità merceologica. Oltre confine, anche la Svizzera si sta muovendo nella medesima direzione per difendere e valorizzare le denominazioni di provenienza.
Solo due giorni fa è entrato in vigore il provvedimento firmato dal Comitato misto per l’agricoltura Svizzera UE interamente dedicato a nuove ed ulteriori misure di tutela di alcuni prodotti tipici.Il Comitato misto è l’organo che gestisce i rapporti agricoli tra la Confederazione elvetica e l’Unione Europea, disciplinati da un accordo sottoscritto nel 1999.
Il nuovo provvedimento garantisce la protezione delle denominazioni “Jambon cru du Valais” e “Lard sec du Valais” (prosciutto crudo e lardo secco tipici del Canton Vallese), e “Zuger Kirschtorte“, torta tipica con meringhe, pan di Spagna, crema di burro e ciliegie.
La Svizzera, grazie al provvedimento, ha acquisito la certezza che queste denominazioni verranno rispettate tra i Paesi dell’Unione, impegnandosi a sua volta a proteggere 77 denominazioni dell’UE. Per le tre denominazioni svizzere si tratta di indicazioni geografiche protette (IGP) ora tutelate anche nell’UE da qualsiasi contraffazione o uso illecito.
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