Varese | 2 Novembre 2020

Robotica per ricostruire un avambraccio: l’eccellenza della Chirurgia della Mano al Circolo di Varese

Il team del professor Cherubino si dimostra ancora all'avanguardia. 7 medici e 14 ore di intervento per un 79enne vittima di un grave incidente di caccia a Cittiglio

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Un altro piccolo grande miracolo è stato compiuto dall’equipe del professor Mario Cherubino, Direttore della Struttura di Chirurgia della Mano e Microchirurgia dell’Ospedale di Circolo di Varese e professore associato di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica all’Università dell’Insubria: con un’operazione realizzata in due fasi – che ha coinvolto un team di sette medici per oltre 14 ore complessive – è stato ricostruito completamente l’avambraccio sinistro del signor P.A., un 79enne di Varese vittima di un grave incidente di caccia nella zona di Cittiglio, avvenuto nei primi giorni di ottobre.

“L’arto – spiega Cherubino – era completamente staccato poco sotto il gomito, i proiettili avevano distrutto tutti i vasi e le due ossa che collegano gomito a polso ovvero l’ulna e il radio. Innanzitutto i dottori Federico Tamborini e Alessandro Fagetti della nostra unità operativa hanno provveduto a riconnettere i vasi sanguigni per evitare la necrosi della mano. Dopo qualche giorno, escluso il pericolo di infezioni e confermata la vitalità della mano re-impiantata, il gruppo dei microchirurghi specialisti in chirurgia plastica ed in ortopedia, ha prelevato il perone (osso della gamba non essenziale alla deambulazione, ndr), lo ha sezionato e collocato al posto delle due ossa mancanti del braccio. Poi si è proceduto a ricostruire i tessuti muscolari e la pelle con l’utilizzo della cute artificiale.”

Un’impresa davvero eccezionale resa possibile non solo dalla perizia e dall’affiatamento del gruppo di Cherubino, ma anche dal contributo di una nuova macchina chiamata RoboticScope, di fabbricazione austriaca e del costo di 350mila dollari che ASST Sette Laghi ha ottenuto in prova per testarne l’efficacia. La macchina si comanda attraverso i movimenti della testa, che muovono il braccio robotico con assoluta precisione e lasciando le mani libere a chi sta operando, Tramite i visori oculari viene ricostruita un’immagine tridimensionale direttamente negli occhi del chirurgo. La tecnologia sviluppa ingrandimenti superiori al microscopio tradizionale..

“Grazie a questa meraviglia tecnologica – precisa Cherubino – utilizzata per la prima volta al mondo in un intervento di chirurgia plastica ricostruttiva, riusciamo a gestire in maniera molto più fluida e veloce l’intervento. RoboticScope unisce infatti le caratteristiche del classico microscopio da tavolo operatorio a quelle della realtà virtuale, riproducendo digitalmente su uno schermo posto davanti al chirurgo la sezione su cui si sta intervenendo. Senza questa apparecchiatura – conclude il professore – non so se l’intervento sarebbe stato possibile, certamente avrebbe comportato un numero di ore molto superiore con conseguente stress per il paziente e per il team operatorio”. Il paziente ora sta bene, è stato dimesso al proprio domicilio e ha già riacquistato una discreta funzionalità dell’arto offeso.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com