Il Direttore dell’Urologia varseina, il Dottor Federico Dehò, accoglie con entusiamo il macchinario di ultima generazione per le biopsie prostatiche, un ecografo di ultima generazione che permette di eseguire esami rapide e di grande precisione grazie alla sovrapposizione delle immagini della risonanza magnetica con quelle dell’ecografia eseguita dall’urologo, consentendo l’esecuzione di una biopsia rapida, precisa e con grande accuratezza diagnostica.
Il futuro di tale tecnologia porterà importanti vantaggi anche nella fase terapeutica, con la possibilità di trattare in maniera mirata, attraverso terapia focale, le zone della prostata ammalate senza dover ricorrere all’intervento chirurgico.
“Il tumore della prostata rappresenta una malattia molto frequente nella popolazione maschile al di sopra dei 50 anni”, spiega il Direttore. “Grazie agli avanzamenti tecnologici di ultima generazione e allo sviluppo di metodiche sempre più accurate e precise, come la risonanza magnetica della prostata, è nata, negli ultimi anni, la necessità di permettere all’urologo di poter eseguire procedure diagnostiche altrettanto avanzate e precise“.
“Le metodiche di biopsia di fusione sono destinate a soppiantare le vecchie metodiche basate sui prelievi prostatici random – continua il Dott. Dehò. “Quando una risonanza magnetica della prostata individua un’area sospetta per tumore, abbiamo adesso la possibilità di sovrapporre in tempo reale tali immagini di risonanza con quelle ecografiche che si ottengono durante l’esecuzione dell’esame; ciò permette di eseguire un numero di prelievi bioptici mirati nelle zone più sospette per tumore, riducendo al contempo il numero totale di prelievi
“Grazie alla collaborazione con il Dottor Andrea Coppola e tutta la Radiologia diretta dal Professor Massimo Venturini, dell’Università dell’Insubria, l’Urologia di Varese mette ora a disposizione dei pazienti le più recenti procedure diagnostiche offerte dalle tecniche di biopsie prostatiche con metodica ‘fusion’ grazie ad una macchina di ultima generazione”, conclude.
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