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Porto Ceresio | 27 Settembre 2020

“PortoArte”, un’estate di cultura sulle sponde del Ceresio

Con la fine della rassegna estiva si chiude la prima parte di un progetto ambizioso che mette al centro la cultura come veicolo del turismo di prossimità

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Si chiude con un bilancio più che positivo la prima parte del progetto “PortoArte”, nato per valorizzare attraverso la cultura un luogo storico di rilevanza pubblica, ovvero la Raccolta Etnografica Appiani Lopez, uno dei complessi più antichi di Porto Ceresio inserito tra le offerte museali del Monte San Giorgio, patrimonio dell’Unesco.

Il progetto “PortoArte” ha ricevuto il sostegno del Bando Arte e Cultura di Fondazione Comunitaria del Varesotto ed è stato realizzato dall’Associazione Culturale Verba Manent con la collaborazione del Comune di Porto Ceresio e l’impegno volontario di molti: dai soci volontari e dai professionisti dell’Associazione, agli allievi e alla famiglia Appiani, passando per l’Assessore alla Cultura, i rappresentanti della comunità locale e alcuni degli ospiti che hanno creduto nel progetto collaborando gratuitamente alla sua prima edizione.

La scelta coraggiosa di proporre spettacoli in presenza in regime contingentato, in questa estate post Covid, è stata premiata dalla costante presenza di pubblico proveniente da tutto il Varesotto ma anche dalla vicina Svizzera: “Arte e cultura si sono confermate in un ruolo importante – sottolinea Maurizio Ampollini, presidente di Fondazione Comunitaria del Varesotto – quello di offrire momenti di socializzazione, ma anche quello di creare una occasione di visibilità per i luoghi, attraendo visitatori e turisti”.

La rassegna estiva

“Dal 1 agosto al 12 settembre presso il giardino della Raccolta Etnografica Appiani Lopez – dichiarano gli organizzatori – abbiamo realizzato laboratori aperti e incontri gratuiti pomeridiani intorno al tema dell’arte nelle sue molteplici forme: dal teatro al design, dal canto lirico alla poesia, a nuove drammaturgie e spettacoli serali”.

La regista, attrice e drammaturga Marina De Juli ha tenuto due laboratori di recitazione e drammaturgia di 40 ore l’uno con allievi adulti, finalizzati alla realizzazione di un OpenLab sul teatro, “Teatro, che passione”, e dello spettacolo a porte aperte del Museo “Parlami di te”, opera di carattere popolare che racconta la vita degli abitanti di Porto Ceresio tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, nella quale sono state interpretate le nuove drammaturgie create appositamente e ispirate agli oggetti contenuti nella Raccolta.

Grande successo anche per il concerto-spettacolo serale dedicato a Fabrizio De André, per il quale è stato chiesto e ottenuto dal Comune un aumento della capienza, contingentata a 60 persone, vista la lista d’attesa creatasi per le molte prenotazioni.

Il pubblico ha avuto modo di scoprire – sorprendendosi del suo fascino – questo spazio ricco di storia e ha sempre partecipato con entusiasmo, tornando spesso a vedere agli eventi successivi. Ogni rappresentazione, seppur contingentata, ha avuto il tutto esaurito, con un totale di circa 430 presenze complessive: “Questi numeri – dicono ancora gli organizzatori – ci fanno pensare che siamo sulla strada giusta nel nostro percorso per sensibilizzare il territorio ad un turismo culturale”.

In attesa della prossima stagione di spettacoli con il pubblico, nei mesi di settembre e ottobre verrà realizzato tutto il materiale video che consentirà la visita online della Raccolta Etnografica, guidata e animata da attori e raccontata da una voce narrante.

Il progetto non si ferma

Dal mese di giugno ai primi di settembre del 2021 saranno proposti nuovi eventi in orario pomeridiano e a ingresso libero: si darà ancora vita a laboratori, a momenti dedicati alle nuove drammaturgie ispirate agli oggetti della Raccolta e a personaggi locali come la famosa cantante degli anni ’30 Memè Bianchi e a presentazioni di libri. Alla sera, invece, verranno rappresentati spettacoli narrativi e musicali e, probabilmente, anche un evento dedicato ai bambini.

“Per garantire il massimo risultato stiamo comunque cercando nuovi sostenitori per arricchire il più possibile le nostre offerte e continuare a offrire un’occasione così importante di crescita culturale a un pubblico ampio: è possibile donare fondi attraverso il sito della Fondazione Comunitaria del Varesotto, dove si trovano i riferimenti per contribuire al sostegno del progetto”, concludono gli organizzatori.

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