L’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici per il pagamento della sosta nelle tre principali aree parcheggi di Porto Ceresio ha causato non pochi disagi, a residenti e turisti, nella prima settimana di sperimentazione.
Lunghe code, sia di giorno che nelle ore serali, hanno infatti preceduto l’uscita degli automobilisti dagli appositi spazi di piazzale Appiani, piazza Amato Centurioni e piazza Ottorino Pozzi, come si apprende dalle pagine de La Prealpina. Motivo? Il funzionamento delle postazioni integrate con sistema di telecamere per la lettura delle targhe, sommato ad una ulteriore difficoltà riscontrata dalle persone disabili per l’assenza degli scivoli d’accesso ai parcometri.
Il sistema è definito “free flow”, ovvero senza sbarre, come sottolineato da Marco Serafini, il consigliere comunale che si è occupato del progetto. “All’ingresso e all’uscita dei tre parcheggi sono state installate telecamere per il rilevamento delle targhe – si apprende dal quotidiano locale -. I primi quindici minuti non si paga, inoltre sono esentati dal pagamento gli abbonati residenti e i titolari di permessi di polizia locale”.
Le telecamere leggono le targhe in entrata, mentre in uscita la persona al volante deve digitare sulla tastiera presente la propria targa, dopodiché il parcometro visualizza la somma da pagare. Le operazioni però sono andate a rilento, in questa prima fase di utilizzo delle apparecchiature, tanto che in piazzale Appiani, fulcro delle lamentele da parte degli utenti, verrà a breve posizionato un secondo parcometro. E in generale tutti i principali problemi riscontrati dovrebbero essere risolti per il weekend.
Nonostante l’avvio a rilento, il consigliere Serafini ha poi ribadito, sempre tramite Prealpina, i vantaggi che tutti potranno presto apprezzare: “Prima di tutto l’automobilista salda l’importo della sosta effettiva e non deve pagare una cifra preventiva per poi affrettarsi a rientrare nel parcheggio perché la sosta sta per scadere. In secondo luogo il personale di Polizia locale viene liberato dall’onere di presidiare i parcheggi comunali per controllare i pagamenti delle soste. Infine, con l’attuale metodo, l’eventuale evasore della sosta, sia italiano che svizzero, è facilmente rintracciabile tramite il numero di targa”.
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