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Luino | 22 Giugno 2020

Luino e Coronavirus, “Grazie ai miei angeli ora so cosa significa volersi bene”

La testimonianza di Samuela, 38enne della città lacustre, una storia in cui sensibilità e buon cuore vanno incontro al prossimo per sconfiggere sofferenza e paure

Tempo medio di lettura: 2 minuti

“Uscendo da un periodo di grande paura, frustrazione e pessimismo, dopo quello che tutti hanno vissuto nei due due mesi di isolamento a causa della pandemia, credo ci sia bisogno di segnali positivi e di speranza. E’ per questo che ho deciso di scrivervi”.

Inizia così la lettera inoltrata alla nostra redazione da Samuela, una donna luinese di trentotto anni reduce da un duro periodo nel quale l’emergenza coronavirus si è inserita come un peso aggiuntivo, caduto all’improvviso sopra un altro macigno fatto di dolore, fisico e interiore, accompagnato dalla continua ricerca del coraggio necessario a superare certi eventi, quelli che la vita decide di posizionare come ostacoli lungo il percorso.

Ho subito quattro interventi chirurgici alla colonna vertebrale, l’ultimo a febbraio di quest’anno – spiega Samuela -. Interventi complicati e difficili, eseguiti da un chirurgo eccezionale che è poi diventato ‘il mio Gio’! Gli anni trascorsi sono stati faticosi e pieni di dolore che riuscivo a gestire solo con anti dolorifici molto forti, verso i quali ho sviluppato una dipendenza”.

Nella sua lettera Samuela racconta anche della ripresa e della convalescenza, l’inizio di un altro cammino tutto in salita, contrariamente a quello che si può pensare. “Gli interventi erano andati a buon fine – prosegue la donna – ma la ripresa dopo ogni operazione era lunga, sia a livello fisico che psicologico. Da sola non potevo farcela. Ho quindi deciso di prendere contatto con un centro fisioterapico nella zona. La svolta per me è arrivata in modo inaspettato, come spesso accade”.

Il destino, nel secondo tempo della sfida con cui Samuela ha fronteggiato i propri limiti e le proprie inquietudini, ha sorriso alla donna luinese attraverso lo sguardo e le parole degli specialisti del centro fisioterapico Elleffe di Maccagno. Persone che, andando oltre il proprio lavoro, hanno regalato alla donna un’autentica lezione di vita.

“Le sedute hanno riempito mesi di duro lavoro – sottolinea Samuela nella sua lettera – sia per me che per i miei fisioterapisti, persone speciali che non si sono fermate alla cura del mio corpo e della mia salute. Mi hanno insegnato a gestire il dolore, a superare i traumi e le paure. E non da ultimo, a volermi bene. Si dice che gli angeli non si possano vedere, beh, io li ho conosciuti e ancora oggi continuano a prendersi cura di me, come hanno fatto del resto anche in piena emergenza, lontano dai riflettori e in silenzio. Mi sento in dovere di ringraziare tutti i medici che mi hanno aiutata – conclude la trentottenne – e un grazie speciale va a Filippo e a tutto lo staff del centro fisioterapico Elleffe di Maccagno. I miei angeli”.

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