“Da un mese si parla di linee guida per la riapertura delle RSA, nel rispetto delle regole per la sicurezza di ospiti e operatori, ma per ora non ci sono stati chiarimenti in merito e vorrei porre l’attenzione sul fatto che si parla di esercizi commerciali, di studi professionali, poliambulatori, studi medici, si parla di distanziamento di ombrelloni sulle spiagge, ma nessuno fornisce risposte ai parenti degli ospiti delle RSA che vogliono rivedere i propri ‘congiunti’“.
Ad affermarlo, attraverso una breve lettera inviata alla redazione, è una donna luinese, Marzia Malesani, che pone l’attenzione ad una situazione che sta vivendo in prima persona, a causa di questa emergenza Coronavirus che, nonostante la “Fase 2″, perdura anche nel nostro territorio con misure atte ad evitare la diffusione e il contagio del virus”.
“I medici, gli operatori sanitari, i volontari e le animatrici, si sono presi cura dei nostri familiari e per questo li ringraziamo profondamente – continua la luinese -, ma dal punto di vista psicologico, relazionale ed affettivo i nostri cari, soprattutto coloro che sono più sensibili, come mia mamma, hanno bisogno di noi, della presenza di chi ha condiviso con loro la vita, non solo di cure dal punto di vista fisiologico”.
“La Regione Veneto dal primo giugno riaprirà ai parenti, con protocolli di sicurezza, vorremmo che i nostri congiunti non fossero dimenticati e chiediamo a chi può farlo di attivarsi in tal senso e di parlarne perché il protrarsi della chiusura delle RSA rappresenta una vera emergenza per la società”.
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