Brenta | 5 Maggio 2020

Coronavirus a Brenta, “Nonostante paure e preoccupazioni, interventi per aiutare la comunità”

Una lunga analisi quella del sindaco Gianpietro Ballardin, a margine dell'approvazione del bilancio e del DUP, con una proposta per il rilancio dei paesini della zona

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“Fisso lo schermo del computer sperando di trovare le parole giuste per descrivere questo periodo surreale che ha sconvolto la vita di tutti, ma non è facile. Basta accendere la televisione, sfogliare un giornale o aprire un qualsiasi social network ad ogni ora del giorno e della notte per ricevere un’innumerevole quantità di notizie che vanno dalle buone pratiche da osservare, dal numero di contagi, al numero di nuovi decessi”.

Inizia così un lungo intervento inviato alla redazione questa mattina, martedì 6 maggio, da parte del sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, che ricopre anche il ruolo di assessore in Comunità Montana Valli del Verbano. “Risulta sempre più evidente che la pandemia e le misure di contenimento del contagio stanno provocando paura, anche in questa fase, ed una profonda recessione in conseguenza del blocco di una parte importante dell’attività produttiva e la scomparsa o la riduzione dei redditi generati da queste attività”.

“Non conosco la vita delle città, ma so che la vita di paese è scandita da tempi lenti e il silenzio per chi vive qui, soprattutto in valle, è la norma – continua Ballardin -. Se si percorrono le vie del paese, non è raro incappare in una casa abbandonata. Spesso sono dei ruderi situati nelle vie del centro storico che stonano accanto alle nuove abitazioni, dove le prime rimandano a un passato ormai sbiadito e le seconde alla nuova vita che tenta di resistere. Nei piccoli paesi, ci si conosce praticamente tutti, fare la spesa ancora più che in città è un momento di socialità fondamentale, soprattutto per gli anziani che vivono da soli”.

“Ora però tutto è cambiato – prosegue ancora il primo cittadino -. La normalità di cui spesso ci lamentiamo è stata stravolta, e uscire anche per fare la spesa è diventato un momento carico d’ansia e di paura. Paura di rischiare il contagio, e di mettere a repentaglio non solo la propria vita ma anche quella del prossimo e credo, comunque vada, che tutto questo ci farà cambiare prospettiva, il nostro modo di vedere la vita, le nostre priorità”.

“Ciò nonostante dobbiamo riprendere a vivere anche con abitudini e modalità diverse ed è in questo contesto che il Comune di Brenta ha approvato, in due specifiche sessioni del Consiglio Comunale tenutesi con l’ausilio dei sistemi di video conferenza, il Bilancio e il DUP, (documento unico di programmazione), che con le misure sviluppate lo scorso anno ha integrato una serie di importanti opere ed attività a supporto dell’economia locale rivolte all’interesse generale della popolazione.

Si tratta di:
– interventi di realizzazione della nuova area giochi per bambini e opere di messa in sicurezza nella struttura del parco pubblico comunale;
– opere di efficientamento energetico rivolte agli edifici di proprietà comunale;
– opere di manutenzione e di realizzazione di miglioramento della viabilità interna;
– interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza stradale, anche con la realizzazione di un nuovo parcheggio in fase di realizzazione, in un’area posta in vicinanza della chiesa parrocchiale;
– interventi di sistemazione e messa in sicurezza di tratti del torrente “Luera” collegato con il più importante fiume “Boesio”;
– azioni per la realizzazione degli interventi di caratterizzazione e bonifica del sito industriale della Conceria Fraschini;
– predisposizione bando di “project financing” per il risparmio energetico relativo alla sostituzione ed implementazione di tutta l’illuminazione comunale.

“Ciò nonostante – dichiara ancora Ballardin – rimane ancora molto da fare e la crisi economica innescata dall’emergenza Coronavirus può rappresentare, specie per i piccoli comuni se adeguamenti supportati, un’importante occasione di rilancio. Un aspetto sicuramente dai valorizzare è il patrimonio abitativo dei piccoli borghi (le vecchie case abbandonate o fatiscenti dei nuclei antichi), che sono un patrimonio sociale naturale e che possono consentire, se stimolate nella ristrutturazione attraverso importanti supporti economici, una riduzione nel consumo di suolo in una condizione di tutela del territorio comunitario”.

Bisogna però ad esempio migliorare e contestualmente realizzare le cosiddette autostrade informatiche, che non funzionano solo con la posa delle fibre ottiche sulla sede stradale ma con i reali collegamenti anche attraverso un contenimento della spesa agli utenti – commenta ulteriormente il sindaco -. I piccoli comuni saranno così più attrattivi e oltre a valorizzare il territorio andremmo a decongestionare le città e ad integrare il sistema turistico quale elemento di comune interesse di tutto il territorio su cui la comunità montana sta sviluppando azioni progettuali con il supporto tecnico della cooperazione del Trentino, dell’Alto Adige e delle specializzazioni tecniche ed universitarie presenti nel contesto provinciale”.

I piccoli comuni sono stati ingiustamente considerati come enti, figli di un Dio minore, inadatti a garantire servizi idonei ai cittadini – afferma ancora il sindaco -. Oggi stiamo assistendo ad un percorso di tendenza che sembra riportare dalle grandi città i cittadini ai piccoli comuni probabilmente nella convinzione che il virus non si annidi in territori meno popolati in cui vita sociale procede con ritmi ordinari”.

“Sembra ci si voglia spostare nei nostri territori perché forse ne si apprezza la semplice ed efficiente organizzazione e la qualità della vita. Se questo è vero forse è arrivato il momento di sostenere e rilanciare le economie dei piccoli comuni e a maggior ragione il ruolo importante delle comunità montane. Probabilmente in questi contesti oggi si può trovare la risposta vera all’urbanesimo spinto che ha ammassato più del 50% della popolazione mondiale nelle città e che ha determinato i notevoli costi in termini di inquinamento, congestione sociale, epidemie, violenza che oggi sono le cause negative del nostro vivere quotidiano e soprattutto forse la causa vera di una condizione pandemica”, conclude Ballardin.

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