Alla riapertura parziale e a gruppi rigorosamente ridotti dei cantieri, sommata a quella delle attività produttive fondamentali, tra cui le aziende del settore medico sanitario ed alimentare, si aggiungeranno da lunedì, 27 febbraio, diverse altre strutture: tutte incluse nell’elenco dei luoghi in cui è possibile limitare i contatti diretti ed evitare gli assembramenti di più di cinque persone, in situazioni comunque disciplinate da piani di protezione efficaci.
Sono queste le linee guida della ripartenza in Ticino, definite dallo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (l’organo che monitora l’evoluzione della pandemia sul territorio della regione al confine con l’alto Varesotto), dopo il prolungamento dello stop chiesto sette giorni fa dalle istituzioni in virtù della forte pressione esercitata ancora dal virus e dai contagi (15 i casi in Ticino nelle ultime ventiquattro ore).
Da lunedì scatteranno dunque le prove ufficiali di un nuovo inizio, anche nella regione più colpita dell’intera Confederazione elvetica. Il sistema è quello della riapertura a tappe, che per il momento sono tre. Vediamole di seguito nel dettaglio.
Da lunedì, porte aperte nei centri commerciali del “fai da te” e di giardinaggio, così come in altri negozi del settore, ad esempio i fiorai. Ripartono anche parrucchieri e centri estetici, studi medici e dentistici. Negli ospedali si tornerà ad operare. Rimangono chiusi tutti i luoghi in cui gli assembramenti superano normalmente le cinque persone: off limits le scuole, i ristoranti e i bar, i teatri, i musei, le biblioteche e le piscine.
La seconda tappa inizierà probabilmente l’11 maggio, salvo ulteriori modifiche e contro misure che spetteranno al Consiglio federale, sulla base dei dati. In assenza di complicazioni e nuovi crisi, ripartiranno le scuole dell’obbligo (livello primario e secondario) i negozi e i mercati.
Dall’8 giugno, infine, via alle scuole medie, alle superiori e alle università; alle visite nei musei e alla possibilità di utilizzare le biblioteche e le piscine. Restano ancora da definire le modalità per favorire la ripartenza delle grandi manifestazioni e i successivi passi lungo la strada del progressivo ritorno alla normalità.
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