Varese | 11 Aprile 2020

ATS Insubria: nuove attività e servizi per affrontare l’emergenza Coronavirus nel territorio

L’avvio delle USCA e il monitoraggio delle RSA sono i punti focali. Sottolineata anche l’importanza della sinergia delle istituzioni nella gestione della situazione

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L’attività di gestione dell’emergenza Covid-19 in atto ormai da diverse settimane è stata condotta da ATS Insubria in stretto coordinamento con la DG Welfare di Regione Lombardia, le Prefetture, i Sindaci, i Medici di Medicina Generale (che si sono fatti parte proattiva nell’attuazione di interventi per la gestione del paziente al domicilio), le Associazioni, le ASST del territorio e la Protezione Civile dei quali la Direzione Generale di ATS sottolinea proprio la grande attenzione mostrata da tutte queste realtà istituzionali, sanitarie e di volontariato in questi frangenti.

Le criticità affrontate giorno dopo giorno sono state molte, con l’incrementarsi dei bisogni e della necessità di trovare possibili risposte. Anche se è già stato fatto molto, per poter superare questa situazione tuttora complessa, occorre continuare la collaborazione con tutti gli attori di questo sistema.

I dati in possesso di ATS Insubria evidenziano una realtà che necessita di una vigilanza attenta, ma che appare come meno grave rispetto ad altri territori: per questo, in base alle disposizioni ministeriali e regionali sono state avviate nei giorni scorsi ulteriori iniziative.

La scorsa settimana è cominciata l’attività delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) a Busto, Saronno, Varese, Como e Gallarate per le visite domiciliari ai pazienti positivi al Coronavirus, in stretta collaborazione con i Medici di Medicina Generale: tali USCA ricevono via mail, dal Medico di Medicina Generale, la richiesta di attivazione e contattano telefonicamente i pazienti per concordare la visita durante la quale vengono rilevati i parametri vitali essenziali.

Le informazioni acquisite vengono poi inviate al medico di famiglia del paziente. Nel corso della prossima questo servizio comincerà anche Erba e a Cantù. In base all’evoluzione delle necessità epidemiologiche, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale potranno essere aumentate o ridotte. Nel territorio dell’ASST Settelaghi, a Gallarate, Castellanza, Busto Arsizio, Como, Lomazzo e Cantù è stato attivato anche il servizio ADI Covid, a domicilio, su chiamata del Medico di Medicina Generale, come previsto dalla DGR 2986.

Per quanto riguarda le RSA, ATS Insubria ha istituito il 28 marzo scorso l’Unità di Crisi RSA, coordinata dalla Direzione Generale e dalla Direzione Sociosanitaria, alla quale partecipano anche rappresentanti di UNEBA in veste di associazione di categoria delle RSA, per interfacciarsi sulle attività svolte da ATS e sulle principali criticità riscontrate dai gestori in questa emergenza.

Da una ricognizione effettuata sempre da ATS, su 10068 ospiti in struttura sono deceduti in ospedale o in struttura 30 soggetti, una quota pari allo 0,3%. A supporto delle RSA del territorio, ATS ha inoltre provveduto alla distribuzione di Dispositivi di Protezione Individuale: sono stati distribuiti ad oggi 59.394 DPI di cui 29.878 alle strutture della provincia di Como e 29.516 a quelle della provincia di Varese. Alle strutture sociosanitarie sono stati anche effettuati e/o distribuiti 956 tamponi naso- faringei per ospiti e operatori di cui 541 nel territorio della provincia di Varese e 415 nel territorio della provincia di Como.

È in fase di definizione un protocollo operativo, per un progetto di ASST Settelaghi, di diagnosi precoce di polmonite da Covid-19, sia a domicilio che nelle RSA, grazie all’impiego di un ecografo mobile e all’intervento di un tecnico di radiologia, al fine di proteggere i pazienti più fragili e non trasportabili.

Alle strutture sociosanitarie del territorio di ATS Insubria sono state puntualmente trasmesse tutte le comunicazioni pervenute in merito da Regione Lombardia, in particolare: il Protocollo operativo per l’attuazione del consulto telefonico previsto dalla normativa regionale per le cure palliative offerto alle RSA e RSD del territorio; la Procedura operativa per esecuzione dei tamponi agli operatori sanitari in RSA; il Vademecum per tutte le strutture sociosanitarie contenente indicazioni operative per la gestione dell’emergenza Covid-19; il Tutorial esplicativo per l’esecuzione di tamponi naso-faringei e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale; la nota con le indicazioni per la gestione operativa degli ospiti e del personale per il contenimento del Covid-19.

Il Direttore sociosanitario, la Dr.ssa Poncato, evidenzia come un attento monitoraggio della situazione nelle RSA del nostro territorio abbia prodotto il risultato positivo di un elevato numero di RSA Covid-free. In questo i gestori delle RSA si sono dimostrati attenti ed estremamente efficaci nell’applicazione dei protocolli operativi.

Oltre a tutti questi servizi, è stato istituito anche uno sportello telefonico per il supporto psicologico degli operatori sociosanitari, in convenzione con gli psicologi esperti di psicologia dell’emergenza dell’Associazione EMDR Italia, disponibile anche per i Comuni del territorio per dare supporto in situazioni di particolare fragilità psico-emotiva nelle famiglie colpite da Covid-19 o per coloro che si trovano in una situazione di isolamento per quarantena.

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