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Alto Varesotto | 13 Marzo 2020

Non rispettano le disposizioni sul Coronavirus, denunciate diverse persone nell’alto Varesotto

Denunciati due 19enni dai carabinieri di Cuvio e un 36enne dai militari dell'Arma di Laveno. Controlli anche della Polizia Locale del Monte Orsa, scattano le denunce

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I Carabinieri della stazione di Cuvio, nell’ambito dei controlli effettuati sul territorio per contrastare le uscite senza autorizzazione in questo periodo di emergenza Coronavirus, mercoledì pomeriggio hanno denunciato per violazione delle prescrizioni contenute nell’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri due giovani 19enni che, nonostante i divieti, si trovavano nei pressi dell’oratorio di Cuveglio. I due non hanno giustificato la loro presenza sul luogo e si trovavano a distanza ravvicinata. Dopo la contestazione, sono stati invitati a tornare presso le loro abitazioni.

I militari della stazione carabinieri di Laveno Mombello, sempre nel pomeriggio di mercoledì, invece, durante il controllo all’interno di un bar situato a Leggiuno, hanno sorpreso un uomo di 36 anni che, nonostante sia residente in un altro comune, si trovava all’interno dell’esercizio pubblico intento a consumare. Dopo la contestazione per la violazione dell’articolo 650 del codice penale, l’uomo è stato invitato a tornare presso la propria abitazione nel comune di residenza.

Nel frattempo anche gli agenti della Polizia Locale del Monte Orsa, congiuntamente ai militari della locale Stazione Carabinieri, hanno iniziato i controlli repressivi per il rispetto del DPCM “restate a casa”. Purtroppo sono stati segnalati i primi denunciati per non aver rispettato le prescrizioni e aver circolato per interessi personali non autorizzati.

“Ci auguriamo – commentano gli agenti sulla Pagina Facebook della Polizia Locale – di non dover procedere con questa linea dura anche nei prossimi giorni, ricordando che la sanzione, essendo un’ammenda di € 206,00 o l’arresto fino a 3 mesi (Art. 650 C.P.), verrà irrogata dal giudice dopo udienza in Tribunale, non appena finita l’emergenza e che nell’immediatezza viene solo chiesto il nominativo dell’avvocato difensore ai trasgressori. Ma soprattutto, ricordiamo che il rispetto dell’ordinanza vale la salute di tutti”.

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