Canton Ticino | 13 Marzo 2020

“Caro fratello svizzero…”, la lettera di un frontaliere italiano ai tempi del Coronavirus

"Sono il medico che potrebbe salvare tua mamma, lo scienziato che sta lavorando per un rimedio al virus e anche lo spazzino che ritira la tua spazzatura"

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In questo momento così complicato, in attesa di importanti decisioni da Berna in merito alla chiusura delle frontiere e delle attività indispensabili sul territorio elvetico, la solidarietà e la condivisione di emozioni sono gesti fondamentali per cercare di sentirsi uniti.

Quella che stanno vivendo i frontalieri da giorni è una situazione al limite, una situazione in cui l’animo di ognuno di loro è messo a dura prova, tra chi decide di trasferirsi in Ticino e mettersi a disposizione, accettando posti letto offerti dai datori di lavoro, e altri invece che, dopo tre-quattro ore di coda ieri, hanno fatto retromarcia e sono tornati a casa.

Una scelta difficile da compiere, ma che in ogni caso comporta conseguenze anche dal punto di vista emotivo, perché dietro ogni frontaliere ed ogni lavoratore, ci sono sempre un uomo o una donna, che in buona parte hanno partner e figli a casa, e che attualmente non sanno cosa succederà nei prossimi giorni

Questa è la lettera di un altro frontaliere, dopo le tre testimonianze raccolte ieri.

Caro fratello Svizzero,

voglio scusarmi se nei giorni scorsi ho imprecato contro di te che mi hai tenuto bloccato per due ore al confine per fare i controlli dei documenti. Avrei preferito passare quelle due ore con la mia famiglia che mi ha atteso molto più a lungo ieri sera perché le mie 8 ore di lavoro le ho dovute fare comunque.

Voglio però raccontarti che io sono il medico che potrebbe salvare tua mamma, sono il biologo che sta producendo i nuovi kit per la diagnosi del Covid-19, sono lo scienziato che sta lavorando per trovare un rimedio al virus, sono l’infermiere che si prende cura del tuo amico che sta lottando contro la morte, sono lo spazzino che mentre tutti sono spaventati e stanno a casa ritira la tua spazzatura. Oggi ho fatto tardi per colpa di un agente di confine che mi ha trattenuto due ore di più, e Dio sa cosa avrei potuto fare in queste due ore…

Domani mattina sarò di nuovo alla dogana per fare la mia parte, per combattere la battaglia contro il coronavirus. Questa battaglia la vinceremo solo se tutta l’umanità sarà unita, se riusciremo a collaborare fraternamente aiutandoci a vicenda. Io voglio vincere, Tu vuoi vincere, tutti noi vogliamo vincere, ma possiamo farlo solo assieme, come un’unica umanità che collabora.

Se domani farò due ore di coda perderò io, perderai tu.. perderemo tutti.

Fai la tua scelta e che il Signore sia con noi.

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