(A cura di GIM Terre di Lago, fonte L’eco del Varesotto) Come ogni anno, in occasione dell’8 marzo, il GIM propone di sostenere un progetto che abbia le donne per protagoniste. Quest’anno abbiamo scelto di sostenere Silvia Derna e il suo impegno per la Fondation Bethleem di Mouda, in Camerun, di cui Silvia ci ha parlato durante l’incontro mensile di febbraio.
Per sostenere il progetto, è possibile lasciare un’offerta presso una delle botteghe del mondo del GIM. La Fondazione Betlemme di Mouda è un’opera sociale privata, a scopo non lucrativo, fondata da padre Danilo Fenaroli (missionario PIME) nel 1997 per contrastare la grave emarginazione sociale delle persone disabili, accrescere la speranza di vita dei bambini orfani e garantire educazione e formazione ai bambini in difficoltà. Lavora per la promozione dell’essere umano qualsiasi siano le sue origini e il suo credo.
La Fondazione Betlemme sorge ai piedi delle colline del villaggio di Mouda, nella regione dell’Estremo Nord del Camerun, a 33 chilometri dalla città di Maroua. È un centro di riferimento per tutto il Camerun.
A causa di una mortalità materna ancora elevata, sono molti i bambini che necessitano di essere accuditi nei primi anni di vita. La crèche e i saré sono il cuore pulsante della Fondazione Betlemme. È infatti dal desiderio di garantire vita e futuro ai bambini che è nato il Centro di Accoglienza a Mouda. Ogni bambino ha dei diritti: il diritto di venire al mondo, il diritto all’affetto e alle cure, il diritto di avere un nome, il diritto alla salute, il diritto di giocare, di andare a scuola, semplicemente il diritto di esistere.
Accogliere, nutrire il corpo e lo spirito, curare e promuovere lo sviluppo delle persone socialmente vulnerabili, ecco alcuni degli obiettivi sui quali si fonda il dinamismo del Centro di Accoglienza di Mouda. La crèche (asilo nido in italiano) è l’unità di accoglienza rivolta ai bambini dai 0 ai 30 mesi, orfani di mamma e figli di donne malate o deboli mentali. Il personale, presente 24h24, si occupa dei piccoli ospiti a livello nutrizionale, sanitario e assistenziale, cercando di responsabilizzare le famiglie, richiedendo visite periodiche e la partecipazione, anche minima, alle spese di accoglienza.
I saré (casa in lingua locale) propongono un servizio integrale di sostegno alle persone in difficoltà. L’unità ha una capacità di accoglienza di circa 260 posti letto e può essere considerata un convitto per bambini e giovani studenti, una casa per bambini orfani e donne abbandonate e, infine, un ricovero per adulti e bambini in terapia riabilitativa.
“Ho conosciuto la Fondazione Betlemme di Mouda nell’anno 2003 e da allora sono sempre rimasta in contatto con padre Danilo e suor Rosa – racconta la maccagnese Silvia Derna -. In questi anni, per periodi di due o tre mesi, ho svolto un servizio di volontariato alla Fondazione. Ora che ho raggiunto la pensione, ho dato la disponibilità per un servizio di più lungo tempo e per questo mi sto preparando con l’Associazione Laici PIME seguendo un percorso di formazione, che terminerà a giugno 2020 e poi si vedrà. Da parte di padre Danilo e di suorRosa c’è il desiderio e la disponibilità ad accogliermi a Mouda e questo non può che essere un motivo in più per chiedere al Signore di darmi la forza, il coraggio e la salute, per poter partire in missione per il Camerun. Grazie a tutti voi per accompagnarmi in questo cammino di preparazione – sottolinea la donna in conclusione – e poi, a Dio piacendo, anche quando sarò laggiù”.
(Foto di copertina © Marta Couto – www.google.com)
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