(Articolo a cura del Gruppo Missionario di Bedero Masciago) Il Gruppo Missionario di Bedero-Masciago è sempre in contatto con don Angelo Introzzi, il “suo” missionario, che opera nella parrocchia di Clodomira, a 1000 chilometri a nord di Buenos Aires, posta nel centro – nord dell’Argentina, nella diocesi di Santiago del Estero, in una zona di campagna senza industrie e scarsa agricoltura, praticata solo dove c’è irrigazione, con produzione di cotone, pomodori, insalata e angurie.
Questa cittadina ha una popolazione di 35mila abitanti su un territorio di 6.500 chilometri quadrati. Il clima è torrido, umido quasi tutto l’anno, con piogge scarse e torrenziali, che rendono impraticabili le strade, in maggior parte sterrate.
Come Gruppo, durante i nostri incontri mensili, abbiamo spesso meditato su quali possano essere i motivi che spingono un missionario ad annunciare Gesù Cristo. La domanda è cruciale, ma la risposta che ci siamo dati è semplice, persino ovvia: le ragioni sono tutte racchiuse nello spettacolo della vita di Gesù. E sono la bellezza, la verità e l’amore.
Quando ci si imbatte in un cosa bella e che affascina, si sente la necessità di raccontarla; quando ci si imbatte in una cosa vera, la si deve dire. E se si è capito che la storia di Gesù è come un lampo che illumina per sempre il cammino del mondo e dell’uomo dandogli un senso, allora è bello portarlo anche nelle periferie più lontane. Non si può farne a meno perché se l’incontro con Lui ha cambiato la nostra vita, dandole senso, forza, direzione, gioia di vivere, allora si è spinti ad invitare gli amici a conoscerlo e condividere con noi la nostra esperienza.
Don Angelo ci ha scritto una bella lettera, in cui ci racconta il suo instancabile missionare. Di seguito il testo integrale.
“Vi scrivo da un villaggio della savana argentina, che si chiama Pinto, dove mi trovo da alcuni giorni con una trentina di adolescenti della parrocchia di Clodomira, per fare quello che i vostri giovani chiamerebbero ‘campo scuola’ estivo, e che noi, invece, chiamiamo ‘missionare’ perché qui non è inverno come da voi, ma è estate piena e le vacanze scolastiche sono appena cominciate.
In questo periodo estivo, servendomi di un vecchio camion caricato fino all’inverosimile, porto personalmente i ragazzi della città a visitare la gente dei villaggi più poveri e più sperduti della missione. Si va per condividere la loro vita e per organizzare (la sera, quando il calare del sole lo permette perché qui le temperature sono torride) momenti di incontro, di testimonianze, di gioco e di preghiera, che rendono tutti entusiasti a partire dai giovani.
Sono incontri che aiutano questa gente ad entrare dentro il loro stesso cuore, per accorgersi dei doni grandi che hanno ricevuto nonostante la povertà e le ferite profonde della loro vita. E’ difficile parlare al positivo quando si hanno davanti orfani o persone che vivono in una capanna e che a volte, quando piove, devono rimanere in piedi su una trave di legno perché il pavimento è allagato … e nonostante questo dir loro: “Non temete, Dio si prende cura di voi, vi prende per mano …”.
Dirlo con le parole, con l’amicizia, con l’affetto, con la nostra presenza, con la carità. E’ incredibile, come pur nella diversità di cultura e di modi di pensare, se si parla alla gente col cuore e si apre la propria vita condividendola, tutti ascoltano attenti e il bene passa… e la missione passa…
Cari amici di Bedero e Masciago, siate sempre entusiasti! Non stancatevi mai di darvi da fare per gli altri! Vi abbraccio forte”.
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