Lombardia | 19 Febbraio 2020

Lotta al tumore al seno, “Qualità più elevata per i centri abitati. Esempio dalla Breast Unit di Varese”

Ad affermarlo è il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti (Lega), dopo la delibera che modifica la rete territoriale

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La riforma della rete regionale dei Centri di Senologia, deliberata ieri dalla Giunta, rappresenta un importantissimo passo in avanti nella prevenzione del tumore al seno e nella tutela in generale della salute della donna. Sono soddisfatto e ringrazio la Giunta per aver seguito e ascoltato il lavoro svolto in questi mesi dalla nostra Commissione”. Così Emanuele Monti (Lega), Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, sulla delibera che modifica la rete territoriale dei Centri e innalza i livelli qualitativi.

Questo provvedimento nasce da una mia proposta – spiega Monti – portata inizialmente nella delibera delle regole del 2018, inserita quindi nelle regole alla fine dello scorso anno e immediatamente applicata nel 2020. L’obiettivo è garantire una maggiore sicurezza, investire nei centri hub del territorio e dare quindi maggiore attenzione alle esigenze dei pazienti. Le azioni intraprese mi sono state ispirate dall’attività della Breast Unit di Varese, che, con quasi 500 interventi su carcinomi maligni e circa 200 benigni, è un punto di riferimento assoluto, innovativo e moderno, a livello nazionale”.

“La possibilità delle equipe mediche di muoversi sul territorio, prevista dalla delibera, è positiva e viene presa dalle esperienze europee moderne e di alto livello – aggiunge il presidente di Commissione – senza nulla togliere alla qualità, infatti, si offre un notevole servizio ai cittadini”

Le Breast Unit sono unità funzionali che rappresentano un modello di assistenza specializzato nella diagnosi e cura del carcinoma mammario, dove la gestione del percorso della paziente è affidato ad un gruppo multispecialistico e multiprofessionale di esperti dedicati e con una specifica formazione. Nelle BU un team coordinato e multidisciplinare, applicando i percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA) aggiornati e conformi alle Linee Guida nazionali e internazionali, offre tempestivamente le migliori cure, garantendo quel livello di specializzazione, dalle fasi di screening sino alla gestione della riabilitazione psicofunzionale, in grado di aumentare la qualità delle prestazioni e della vita delle pazienti.

“Con la nuova delibera – sottolinea Monti – i Centri di Senologia lombardi, pubblici e privati accreditati, per appartenere alla Rete regionale dei Centri di Senologia – Breast Units Network, dovranno rispondere ad una serie di caratteristiche, come garantire elevati livelli di qualità di cura e operare con team multidisciplinari e multiprofessionali secondo le indicazioni di legge, garantire adeguati volumi di attività, ovvero assicurare 150 interventi di mammella (con un range del 10%), assicurare una numerosità di interventi per singolo chirurgo senologo di almeno 50 interventi all’anno ed erogare percorsi di presa in carico dei pazienti secondo i criteri di qualità definiti nel sistema di monitoraggio regionale, con particolare attenzione al rispetto dei tempi che devono intercorrere tra il sospetto diagnostico, la conferma diagnostica e l’inizio del trattamento”.

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