Brezzo di Bedero | 23 Dicembre 2019

Nata a Brezzo di Bedero una nuova scuola bocce per i giovani

La dolce marea della Pilae Primaria Schola si è mossa, sospinta dall’abnegazione e dall’incredibile capacità di Raffaella Romano, coadiuvata da tanti altri volontari

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(articolo di Roberto Bramani Araldi) Stiamo assistendo al sorgere dell’ennesima setta esoterica, imprevedibile in quel delizioso piccolo paese di Brezzo di Bedero, sparso sulle colline delle coste lombarde del Lago Maggiore, ad imitazione di quanto sovente accade in altri luoghi oltre le coste atlantiche? E poi cosa c’entra la Bocciofila Bederese?

Nulla di arcano, di misterioso, semplicemente a Bedero sta nascendo qualcosa di diverso nel mondo delle bocce: una scuola bocce per i giovani, dai sette ai quindici anni, per la maggior parte, che si cimentano una volta alla settimana dalle 17 alle 19, su due turni per permettere a tutti di giocare con continuità. Già i ragazzi sono ben 23 e, qualora crescesse il numero degli aspiranti sarebbe necessario ampliare i turni, essendo la numerosità dei medesimi al limite del godimento della struttura. Ma dove sta la novità, non esistono già scuole bocce federali?

Tutto molto semplice: i giovani e giovanissimi vengono catapultati subito sui campi dove giocano “i grandi”, usano le bocce dei “grandi”, imparano i primi rudimenti da uno stuolo d’istruttori che trasferiscono entusiasmo ad ogni giocata ben impostata, iniziano a comprendere che attraverso la concentrazione e la coordinazione possono riuscire a migliorarsi di continuo, boccia dopo boccia, soprattutto si divertono, comprendono che giocare alle bocce è divertente!

E poi, una piccola regola alla volta. Iniziano a compiere il cammino delle limitazioni che il gioco impone, iniziano a comprendere che alla estemporaneità deve essere sostituito il controllo, non è permessa ogni cosa, è permesso ciò che il gioco esige.

Siamo a Natale, è il momento dei sogni, spesso minuscoli, che possono diventare enormi desideri, e qui su queste corsie di oltre 26 metri di lunghezza, la Bederese vorrebbe costruire un castello colmo di realizzazioni: il riuscire a donare ad alcuni di questi ragazzi il traguardo di poter esercitare uno sport colmo di fascino, di suggestione, a qualsiasi livello venga praticato.

Ma il sogno non si ferma a questo punto, prosegue nel voler coinvolgere i genitori, farli giocare, in momenti appositamente creati, insieme ai figli, agli istruttori, a qualche atleta che volesse donare – pure lui – del tempo per versare nella coppa dell’entusiasmo ulteriore prezioso liquido. E’ già successo il 15 dicembre, succederà ancora oggi, c’è in programma un mini torneo promiscuo fra il 2 e il 4 gennaio.

La dolce marea si è mossa, sospinta dall’abnegazione e dall’incredibile capacità trainante di Raffaella Romano, coadiuvata dal manipolo d’istruttori capitanati da Wilma Urban, altra travolgente esponente femminile, con Giovanni Finali, Silvano Guidoni, Massimo Moschini, Antonio Testa e, persino, il presidente della Bocciofila BeiGiurnà Mauro Giudici, impensabile la sua disponibilità, coinvolto e attratto dal progetto.

E i piccoli/grandi Alessia, Elisa, Giulia, Gianni con i fratelli Alexandra e Antonio sono lì, le bocce in mano per le fotografie di rito, ansiosi di farle rotolare verso l’agognato boccino, che talvolta, perverso, sembra irridere i loro sforzi per avvicinarlo, per sfiorarlo, per dirgli, infine: “Vedi che ti raggiungiamo, non puoi sfuggirci, siamo bravini, ma diventeremo presto bravissimi!”.

Ma dobbiamo tornare all’origine: perché “Pilae Primaria Schola”? E’ logico, quasi scontato. Il gioco delle bocce ha radici antichissime nel nostro paese, e non solo. I latini lo praticavano, di certo con oggetti diversi dalle sofisticate sfere attuali, quindi fa parte della nostra storia che è colpevole rinnegare. E poi quanto è musicale la sua pronuncia, come riesce ad essere rievocativa di ciò che ha generato il nostro idioma, della lingua dei nostri immensi poeti e scrittori, della nostra incomparabile cultura, del Paese ove è vibrante e vivida la gran parte delle opere d’arte del mondo!

Retorica? Se lo fosse: ebbene viva la retorica.

PILLOLE DI BOCCE
– Venerdì 20 dicembre – Monvalle – Finali individuale
Categoria A: Chiappella – Possaccio (VCO), Biancotto R. – Cuviese, Barilani – Cuviese e Croci – Cuviese.
Categoria B/C: Macchi – Bei Giurnà, Scutteri – Renese, Di Paolantonio – Renese e Rodari – Renese.

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