Varese | 12 Dicembre 2019

“Spomenik, l’utopia della memoria”, allo Spazio Yak gli scatti del varesotto Alberto Campi

Venerdì 13 dicembre a Spazio YAK, il fotoreporter Alberto Campi presenta il suo viaggio fotografico tra ciò che resta della Jugoslavia di Tito

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Non solo teatro in teatro. La compagnia varesina Karakorum Teatro ama abbattere le barriere, mischiare le carte, ospitare diversi linguaggi artistici nel suo teatro Spazio YAK a Varese, per offrire al pubblico un cartellone di eventi sempre diversi. Con questo obiettivo, accanto alla stagione di prosa #latitudini sono previsti una serie di appuntamenti #extrayak.

Venerdì 13 alle 21 sarà la fotografia a salire sul palco di Spazio YAK, con la presentazione del lavoro del fotoreporter Alberto Campi. Il suo racconto del viaggio fotografico sulle strade della ex Jugoslavia sarà accompagnato da un reading di Stefano Beghi e dagli interventi del giornalista Michele Mancino e dello storico Enzo Laforgia.

Spomenik: questa parola con il suo suono rotondo e metallico significa “memoriale” in serbo-croato. Sotto il leader jugoslavo Tito, divenne sinonimo di monumento antifascista. Un modello che fiorì tra la fine della seconda guerra mondiale e lo scioglimento della Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia, divisa in sette repubbliche. Maestosi e accattivanti, gli spomenik materializzano i resti di una memoria collettiva.

Dalla Slovenia alla Croazia, dalla Bosnia ed Erzegovina alla Serbia, Montenegro, Kosovo e Macedonia del Nord, il fotoreporter Alberto Campi ha attraversato i paesi dell’ex Jugoslavia alla ricerca di queste opere commemorative. In bianco e nero, cattura abilmente il contrasto tra la fine di un’utopia e il suo ricordo permanente. Attraverso il suo obiettivo, gli spomenik si trasformano in figure fantasmagoriche, portando un messaggio universale: al trabocco ideologico segue il vuoto.

Le immagini catturate dal fotografo rivelano anche un’altra verità: l’aura antifascista degli spomenik non deve rimanere confinata in un territorio e nella sua tragica storia, deve bensì brillare.

Alberto Campi è varesotto di nascita e migrante per vocazione, e oggi vive a Grenoble, Francia. Membro del
collettivo di giornalisti indipendenti We Report, collabora con diverse testate giornalistiche internazionali come Mediapart, Libération, La Citè, Les Jours, e i suoi reportage hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

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