Varese | 2 Dicembre 2019

Varese, l’economia transfrontaliera al centro del futuro e della cooperazione Italia-Svizzera

Il presidente della Camera di Commercio di Varese, Fabrizio Lunghi: "Soddisfatti per l'estensione anche sui territori di Sondrio e del Verbano-Cusio-Ossola

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L’economia transfrontaliera con tutte le sue problematiche, ma anche le opportunità che può offrire ai territori dell’area di confine, è al centro di un progetto di governance che si candida nel programma di cooperazione Interreg Italia-Svizzera 2014-2020.

“Il progetto GETIS – Governance dell’Economia Transfrontaliera Italia Svizzera nasce nell’alveo degli Osservatori permanenti sul frontalierato avviati a fine 2018 sui territori di Varese e Como e ora estesi anche a Sondrio e al Verbano-Cusio-Ossola”, spiega Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio varesina, capofila italiana del partenariato, dopo che l’iniziativa è stata presentata stamattina (lunedì 2 dicembre, ndr) a Como.

“C’è grande soddisfazione da parte sia nostra, sia dell’intero sistema camerale per aver messo in rete un’ampia platea di soggetti: siamo in ben quindici partner, che coprono otto delle tredici aree frontaliere, da Bolzano a Verbania”, continua Lunghi, al vertice di una Camera di Commercio che ha assunto il ruolo di capofila, in quanto Varese e la sua provincia, con oltre 25mila frontalieri e centinaia di imprese in rapporti commerciali con la Svizzera, è con ogni probabilità il territorio di confine italiano che ha la maggiore interazione con l’economia elvetica.

“Nel progetto – continua il presidente – Camera di Commercio di Varese porterà la sua esperienza pluriennale nei servizi alle imprese e ai lavoratori transfrontalieri, con l’obiettivo di svilupparli ulteriormente, anche in chiave digitale”.

A seguito della presentazione odierna, il progetto dovrà superare la valutazione di Interreg, per poi diventare operativo. “Partiamo da un risultato importante: la rete di relazioni costruita – conclude Lunghi –. L’auspicio è che, a livello politico, ci si renda conto finalmente che il territorio insubrico e in ogni caso quello della frontiera Italia-Svizzera rappresentano un’economia fortemente interconnessa: si tratta di ‘governare’ i fenomeni e di trarre il massimo beneficio in una logica “win win” per entrambe le comunità, quella lombarda e quella svizzero italiana”.

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