Si raccontano “Storie di migranti italiani” mercoledì 27 novembre alle ore 16.30 a Villa Toeplitz (viale Vico 46), sede del Centro internazionale di ricerca per le storie locali e le diversità culturali dell’Università dell’Insubria che festeggia i suoi vent’anni di attività.
Si raccontano storie di italiani che tra Ottocento e Novecento hanno lasciato la patria in cerca di fortuna, alcuni nelle lontane Americhe, altri nella vicina Svizzera. Di nuovo la storia, dunque, come spunto di riflessione su un tema di stringente ed estrema attualità.
I problemi, straordinariamente grandi, degli Italiani migranti all’estero nei secoli passati sono in qualche modo correlabili a quelli dei migranti che giungono in Italia oggi? E, ancora, i tanti nostri concittadini, spesso giovani e di buona cultura, che scelgono di lavorare e studiare in altri Paesi, europei e non, mossi non tanto dalla necessità imprescindibile di sfuggire alla povertà, né, fortunatamente, dalla ricerca di una libertà negata in patria da forme autoritarie di governo, ma dalla ugualmente sacrosanta aspirazione a trovare opportunità e potenzialità di autoaffermazione, sono tanto diversi da chi, nei secoli passati, ha cercato, e non raramente trovato, fama e fortuna all’estero? Un excursus fra conflitto, denigrazione e accoglienza; scambi, aspirazioni, e nostalgia.
La giornata si apre alle 16.30 con i saluti di Gianmarco Gaspari, direttore del Centro, poi si toccano varie sfaccettature dell’argomento, con attenzione all’attualità: l’emigrare in età moderna con Marina Cavallera dell’Università di Milano; gli esuli italiani nella “Boston dei Bramini” con l’ex rettore dell’Insubria Renzo Dionigi; la condizione giuridica degli immigrati italiani in Brasile, passati da cittadini d’onore a nemici dello Estado Novo (1875-1945), con Arno Dal Rì dell’università brasiliana di Santa Catarina; appunti per una storia dell’emigrazione varesina con Enzo Laforgia del Centro per le storie locali. Modera Claudia Storti dell’Università di Milano.
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