Laveno Mombello | 24 Novembre 2019

Riscaldamento globale: anche col bel tempo, non c’è un bel clima

Fridays For Future, scienziati e attivisti: a Laveno Mombello l'ultimo incontro sul riscaldamento globale che ha visto protagonisti anche i liceali del "V. Sereni"

Riscaldamento globale: anche col bel tempo, non c'è un bel clima
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Si è tenuto venerdì sera, nella sala consiliare di Laveno Mombello, l’ultimo dei cinque incontri sul cambiamento climatico, allo scopo di promuovere una politica climatica a livello locale che riduca il più possibile l’impatto antropico sul clima.

L’incontro, organizzato dalla Rete per il Clima del Verbano e da Legambiente, AIACE, CAST, Comitato culturale JRC, Comunità operosa Alto Verbano, I care, con il patrocinio del Comune di Laveno Mombello, ha visto la positiva integrazione di un primo intervento informativo di Simone Rossi, senior scientific officer al JRC, e di spunti operativi offerti da Fulvio Fagiani, fondatore di Agenda21Laghi. Apprezzatissimi i contributi degli studenti del liceo scientifico “Vittorio Sereni” di Laveno e di Fridays For Future Varese.

Simone Rossi, dopo una prima disamina delle differenze tra “tempo” e “clima”, ancora spesso confusi, ha presentato lo “stato dell’arte” per quanto riguarda il cambiamento climatico, sia dal punto di vista scientifico, positivo, sia dal punto di vista legislativo, normativo. In particolare, ha posto in evidenza come il fenomeno del riscaldamento del clima sia negato solo da una risicata minoranza del mondo scientifico. Non è quindi veritiero prospettare all’opinione pubblica che nel mondo scientifico sia in corso una discussione: piuttosto, si tratta di un fatto accertato ed è consolidato il dato per cui il clima si sta riscaldando, affermazione accettata dal 97% degli scienziati. Simone Rossi ha presentato poi i diversi obiettivi che i Paesi del mondo si sono posti negli ultimi anni per combattere il riscaldamento globale, a partire dal cosiddetto Earth Summit di Rio de Janeiro nel 1992, passando al Protocollo di Kyoto del 1997 e all’Accordo di Parigi.

Quest’ultimo, firmato da 184 Paesi nel dicembre del 2015, pone l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia di 2 °C oltre i livelli preindustriali, e di limitare tale incremento a 1.5 °C, incremento che ridurrebbe sostanzialmente i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici. Inoltre, ha illustrato il principio delle responsabilità comuni e differenziate, il quale riflette il dovere degli Stati di condividere equamente l’onere della protezione ambientale per le risorse globali comuni, e insieme commisura la partecipazione alla protezione di tali risorse comuni alle specifiche condizioni socio-economiche e alle capacità finanziarie e infrastrutturali dei singoli Paesi. Questo, tenendo conto del differente contributo al degrado ambientale globale, per cui i Paesi sviluppati riconoscono la propria maggiore responsabilità, date le pressioni che le loro società esercitano sull’ambiente globale e le tecnologie e risorse finanziarie di cui dispongono.

Nel secondo intervento, Fulvio Fagiani ha illustrato le principali cause del riscaldamento climatico, indicando le “leve” a disposizione, evidenziando come sia opportuno ridurre i consumi energetici e migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Fondamentale anche sviluppare energie rinnovabili e gestirle secondo modelli meno centralizzati e più distribuiti, evitando la presenza di pochi grandi produttori e di tanti piccoli consumatori, ma favorendo invece reti in cui ogni consumatore è a sua volta produttore (da cui il concetto di prosumer, producer + consumer).

Ovviando attraverso batterie all’intermittenza che caratterizza le energie rinnovabili: infatti non sempre splende il sole, come è molto evidente in questi ultimi giorni, e non sempre soffia il vento. Importante poi adottare forme sostenibili di agricoltura e di allevamento, tenendo conto che una dieta vegetariana può ridurre del 35-50% il consumo di suolo rispetto a una dieta “carnivora”. Ha inoltre posto in evidenza l’importanza degli investimenti pubblici e della politica fiscale per favorire la diffusione delle energie rinnovabili, a partire dal taglio dei sussidi dannosi per l’ambiente: si tratta di circa 19 miliardi di euro all’anno di incentivi, agevolazioni, esenzioni da tributi, finanziamenti agevolati che, dall’agricoltura ai trasporti, promuovono l’utilizzo di combustibili fossili.

Infine, Fulvio Fagiani ha indicato l’opportunità di ridurre le emissioni nel settore dei trasporti, utilizzando i mezzi pubblici e iniziando a ripensare i trasporti privati come servizi anziché come beni: poiché un’automobile, in media, è ferma il 90% del tempo, sarebbe possibile ottimizzarne l’uso attraverso forme di utilizzo condiviso, che consentirebbero di avere anche flussi di traffico ridotti.

Gli studenti del liceo scientifico “Vittorio Sereni” hanno indicato alcune azioni pratiche che ognuno può compiere nel proprio quotidiano: utilizzare lampadine a basso consumo, come quelle a led, spegnere gli elettrodomestici inutilizzati, mantenere il riscaldamento domestico sui 18 gradi, evitare gli sprechi di acqua (doccia anziché bagno, in particolare), moderare il consumo di carne, adottare soluzioni sostenibili per le abitazioni.

Si possono poi utilizzare app come il motore di ricerca Ecosia e l’app Forest, che si propongono di piantare alberi offrendo un servizio all’utente. Importante anche diminuire i consumi adottando la prassi delle quattro “R”: ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare. I dati parlano chiaro: usare energia pulita porta a evitare l’emissione di oltre una tonnellata di anidride carbonica all’anno, mentre la massa che si evita di emettere se si sceglie di guidare un’auto ecologica o di mangiare vegetariano ammonta a 500 chilogrammi. Gli studenti hanno infine suggerito di valutare il cambio di gestore, preferendo quelli che distribuiscono energia proveniente da fonti rinnovabili, come Dolomiti.

I ragazzi di Fridays For Future hanno infine illustrato il proprio impegno e le proprie attività, ricevendo gli applausi del pubblico, che ha evidenziato l’importanza di “tenere duro” e mantenere alta l’attenzione sui problemi climatici. Forte anche l’invito a informarsi in modo approfondito, soppesando attentamente le scelte elettorali anche sulla base dei programmi più o meno orientati alla promozione di forme di sviluppo sostenibile.

L’incontro si è concluso con la lettura di un documento che propone ai Comuni l’approvazione in Consiglio Comunale della “Dichiarazione di emergenza climatica”, con cui s’impegnano a definire una strategia organica e partecipata e dei piani d’azione per ridurre le emissioni di gas serra. Il documento è stato consegnato agli amministratori presenti in sala: la vicesindaco di Laveno Mombello Paola Bevilacqua e il sindaco di Caravate Nicola Tardugno, i quali hanno posto in evidenza le azioni già messe in campo e i desideri delle proprie amministrazioni per il futuro.

Il pubblico, con la presenza di attivisti, esperti, membri di associazioni del territorio e consiglieri comunali, ha espresso infine domande e commenti circa l’adesione dei Comuni all’associazione “Comuni Virtuosi”, all’applicazione della legge 10/2013, che obbliga ciascun Comune sopra i 15.000 abitanti alla messa a dimora di un albero per ogni nuova iscrizione all’Anagrafe Comunale a partire dal febbraio 2013, e alle strategie per ridurre la domanda di mobilità.

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