Castello Cabiaglio | 7 Novembre 2019

Castello Cabiaglio, condanna per il ladro della falegnameria: incastrato dal dna

Un anno di reclusione in Appello per il 36enne ritenuto il responsabile di un furto risalente al dicembre di 10 anni fa. Decisiva l'intuizione dei carabinieri di Luino

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Una corretta intuizione in fase di indagine e poi il supporto tecnico della scienza. Così è stato risolto un caso di furto aggravato che all’apparenza sembrava irrisolvibile, e per il quale nella giornata di ieri è arrivata la condanna ad un anno di reclusione, senza condizionale e con 300 euro di multa, per l’uomo ritenuto il responsabile dell’atto, avvenuto nel dicembre di dieci anni fa a Castello Cabiaglio.

Si tratta di un operaio 36enne di Cittiglio, condannato dai giudici della terza Corte d’Appello di Milano, come riporta oggi il quotidiano La Prealpina, e identificato all’epoca dell’episodio grazie al “fiuto” dei carabinieri di Luino, abili nell’individuare l’unico indizio presente sulla scena: alcune tracce di sangue impresse su un pezzo di vetro – appartenente al portone di ingresso  rotto dal ladro – e ulteriori tracce sparse per terra.

Il materiale ematico, una volta repertato, raggiunse i laboratori dei Ris di Parma per le analisi, e da lì fu poi comparato con il profilo genetico ottenuto dalla saliva di una persona sospettata. Il 36enne di Cittiglio, appunto, dichiaratosi sempre estraneo ai fatti, anche da imputato.

Nessuno aveva visto nulla – si legge tra le pagine del quotidiano locale dove viene ripercorsa la vicenda -, e non c’era nemmeno un impianto di videosorveglianza per riprendere il ladro mentre portava via la refurtiva, per altro mai più trovata: quindici frese, avviatori, rifilatori, taglierini, pantografi, una macchina bobinatrice, computer e reflex”.

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