Lombardia | 20 Ottobre 2019

Violenza domestica e di genere, in tutta la Lombardia più che raddoppiate le realtà positive

L'assessore regionale alla Sicurezza De Corato: "Regione in prima linea per contrastarla, non abbassiamo la guarda". Ieri un convegno a Palazzo Pirelli

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“E’ giusto dedicare questo evento in particolare a Charlotte, Zina, Celestina e Fatima, le donne che hanno perso la vita negli ultimi mesi in Lombardia per mano di uomini violenti”. Lo ha detto ieri l’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato, intervenuto al convegno su “Codice rosso e violenza domestica e di genere“, tenutosi a Milano, a Palazzo Pirelli.

Il nostro impegno – ha aggiunto l’assessore – resta costante e importante. Penso alla legge regionale 11 del 2012 con cui Regione Lombardia si sta impegnando a svolgere attivita’ di raccolta, analisi e divulgazione di informazioni sul fenomeno e sulle attività di prevenzione e contrasto della violenza e di sostegno alle vittime. Penso anche che, a partire dal 2014, in collaborazione con i Centri antiviolenza, è stato avviato un progetto di raccolta dei dati relativi alle donne che si rivolgono a questi centri, strutturando un Osservatorio Regionale Antiviolenza (O.R.A.). I dati raccolti nel triennio 2015-2017 ci restituiscono un quadro incoraggiante e ci dicono che stiamo lavorando nella giusta direzione: le donne che hanno contattato i Centri antiviolenza, e che quindi hanno chiesto un aiuto, sono infatti in continua crescita, 4.317 nel 2015, 5.244 nel 2016, 5.892 nel 2017″.

Alcuni numeri – ha ribadito De Corato – ci descrivono bene il fenomeno. Le donne prese in carico dai Centri nel 2017 sono state 1.353, oltre a 282 vittime di violenze sessuali. Il picco più elevato per fascia d’età, un terzo dei casi, ha interessato donne tra i 35 e i 44 anni, seguite dalle donne tra i 25 ed i 34 anni, poco meno di un quarto dei casi, e dalle 45-51enni con il 20,6%. Analizzando il dato relativo alle violenze sessuali, il valore più elevato si registra invece tra donne più giovani, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, con il 30,6% dei casi, seguito dalla fascia 25-34 anni con il 23,8% e, dato davvero molto allarmante, da ragazze minorenni, con il 23,5%. Molte delle donne che si rivolgono ai centri sono spesso dipendenti economicamente da chi compie nei loro confronti violenza”.

“Grazie all’impegno della Regione – ha evidenziato l’assessore regionale alla Sicurezza – il numero dei centri antiviolenza negli ultimi anni è più che raddoppiato, passando da 21 a 49, e copre ormai la totalità del territorio lombardo. Negli ultimi tre anni sono stati anche investiti 735.200 euro per l’attivazione di percorsi formativi che hanno interessato oltre duemila persone, fra cui agenti di polizia locale, medici, avvocati, assistenti sociali e operatori delle case rifugio. Dal 2018, inoltre, Regione ha avviato anche una formazione specifica rivolta alle Forze dell’ordine”.

Il ‘codice rosso’, oggetto di questo convegno, rappresenta un importante passo per cercare di arginare questa piaga, uno strumento giuridico di cui c’era estremo bisogno, grazie al quale è stato possibile aggiornare il codice penale, introducendo reati come il delitto di sfregio, la costrizione o induzione al matrimonio, il revenge porn, inasprendo duramente le pene. Il lavoro che ci aspetta è ancora lungo, siamo sulla strada giusta. Regione Lombardia, come sempre, continuerà a fare la sua parte”.

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