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Varese e Como | 16 Ottobre 2019

Insubria in musica: al via la stagione concertistica diretta dal maestro Corrado Greco

In tutto nove appuntamenti, dal 18 ottobre fino al 5 giugno 2020: si apre con il flauto di Massimo Mercelli, il 13 dicembre il ritorno del celebre pianista Bruno Canino

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Anche quest’anno artisti di livello internazionale, qualità e trasversalità dei generi per la diciannovesima stagione musicale dell’Università dell’Insubria, diretta dal maestro Corrado Greco, molto attesa da un pubblico ormai affezionato, sostenuta e applaudita dal rettore Angelo Tagliabue.

“Con questa rassegna l’Insubria contribuisce in modo significativo all’offerta culturale varesina. Inoltre il clima informale e la felice posizione dell’aula magna, in centro città, rendono gli appuntamenti molto graditi anche a chi, e sono sempre più numerosi, desidera accostarsi alla buona musica senza alcuna preclusione”, dice il maestro Greco. Sue anche le parole di commento, di seguito, ai protagonisti e ai programmi dei nove concerti proposti, tutti alle ore 18 nell’aula magna di via Ravasi 2, a Varese, con ingresso gratuito.

La rassegna si apre il 18 ottobre con il flauto prestigioso di Massimo Mercelli, strumentista che vanta un impressionante numero di brani a lui dedicati da compositori di fama mondiale quali Penderecki, Nyman, Glass. Assieme a tre componenti del giovane ma valoroso Quartetto Indaco offrirà l’esecuzione integrale dei quartetti per flauto e archi di Wolfgang Amadeus Mozart, ragione di più per non perdere questo primo appuntamento.

“Colori del Novecento” è il titolo del secondo concerto, l’8 novembre, ad opera del duo composto dal clarinettista Giambattista Ciliberti e dal pianista Piero Rotolo. I musicisti vantano premi in concorsi di interpretazione, importanti collaborazioni professionali e docenza nei Conservatori di musica e offriranno un programma che, come il titolo lascia intendere, vuole essere evocativo e immediatamente fruibile, con una strizzatina d’occhio alla musica da film.

Il 13 dicembre tornerà invece un mostro sacro del pianoforte: Bruno Canino, decano dei musicisti italiani, torna ad esibirsi per la Stagione dell’Insubria con un programma molto raffinato, in duo con la celebrata flautista Luisa Sello, intitolato “Back to Bach”. Il riferimento è ovviamente al sommo compositore tedesco, ma anche all’arte contrappuntistica praticata dai suoi epigoni, in questo caso Ferruccio Busoni e Paul Hindemith.

Il 24 gennaio alla musica si affianca la parola: “Enoch Arden” è il più famoso melologo tardoromantico per narratore e pianoforte, frutto dell’unione del testo del poeta vittoriano Alfred Tennyson e della musica di Richard Strauss. Sullo sfondo evocativo del mare si rappresentano i temi universali dell’amore, dell’attesa, del rimpianto, e i caratteri esemplari dei protagonisti. Le profonde emozioni evocate dall’attore Antonino Tagliareni, che di questo brano è interprete straordinario, rendono questo concerto uno dei più particolari e attesi della stagione.

Un eccellente ensemble cameristico per il concerto del 14 febbraio. Il trio composto dal violinista Franco Mezzena e dai coniugi Elena Ballario e Sergio Patria ci presenterà il primo dei due trii, da riscoprire e non a caso appena incisi su Cd, composti dal veneziano Ermanno Wolf Ferrari tra gli ultimissimi anni dell’Ottocento e il Primo Novecento. A completare il concerto il sontuoso Trio op. 8 di Johannes Brahms.

Il 27 marzo toccherà a un eccezionale pianista, il pugliese Pasquale Iannone. Il suo recital ha una impaginazione particolare, con due Sonate tra le più importanti del repertorio pianistico, l’«Appassionata» di Beethoven (nel duecentocinquantesimo della nascita) e la monumentale Sonata di Liszt, a riquadrare le mirabili Mazurche op. 30 e le sperimentazioni della Polonaise-Fantaisie op. 61 di Fryderyk Chopin.

Il 17 aprile è la volta di un originale concerto per organo e pianoforte ad opera di Giulio Mercati e Corrado Greco. La particolare pasta sonora ottenibile dalla combinazione di questi strumenti è stata pretesto, nell’Ottocento, per la trascrizione di molti brani orchestrali (come per esempio Beethoven, Wagner, Liszt) con esiti molto interessanti, ma si presta benissimo anche per l’esecuzione di pagine originali, come quella della Toccata festiva di Samuel Barber che chiuderà il concerto.

Per il concerto del 15 maggio ci ritroveremo trasportati virtualmente in un palco all’Opera. Il duo pianistico composto dai fratelli Aurelio e Paolo Pollice eseguirà in carrellata le trascrizioni, com’era d’uso nei salotti ottocenteschi, di alcune tra le più famose arie d’opera italiane, da Bellini a Rossini, da Donizetti a Verdi, fino a Puccini, Mascagni e Leoncavallo.

La stagione avrà termine il 5 giugno, in un quadro di consolidata collaborazione transfrontaliera, con l’Ensemble Borromini, compagine italo-svizzera guidata dalla violinista Barbara Ciannamea e che si propone come obiettivo la valorizzazione dei migliori talenti emergenti, la presenza di importanti solisti e l’esecuzione accurata di musiche cameristiche dei più diversi generi del grande repertorio. Il programma, impreziosito dal giovane violoncellista Milo Ferrazzini e dal clarinettista Fabio Di Casola (primo premio al prestigioso Concorso Internazionale di Ginevra), si snoderà dal barocco di Vivaldi al Quintetto con clarinetto di Mozart, con un incantevole Aria bachiana a fare da intermezzo.

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