Domenica 13 ottobre intorno alle ore 15 è stato avvistato e documentato un gruppo di ben nove grifoni (Gyps fulvus), maestosi avvoltoi dalla sagoma inconfondibile e dall’apertura alare fino a oltre 2 metri e mezzo.
Il gruppo è stato osservato da M. Carabella e F. Pianezza, membri del Gruppo Insubrico di Ornitologia, mentre sorvolava il versante destro della Valceresio, zona Arcisate/Bisuschio, volteggiando in parte sul versante boscato/roccioso e in parte oltre le cime (intorno a 1000 m di quota), con le sagome stagliate nel cielo. Nel giro di qualche minuto, tutto il gruppo ha “infilato” una corrente termica ascensionale, ha guadagnato quota e si è allontanato compatto verso Nord/Nord-Ovest.
Si tratta della 14esima osservazione per la provincia di Varese dal 2010 (non sono note segnalazioni documentate di questa specie prima di tale anno), e ha superato il precedente record di numerosità, che era di otto individui osservati insieme il 12 giugno 2017 da R. Tomasini sui monti sopra Laveno Mombello. Sempre la scorsa settimana, venerdì 11 ottobre, un altro isolato individuo di grifone è stato osservato da un altro socio del gruppo, M. Bergomi, sopra i monti della Rasa.
Il transito di grifoni “erratici”, specialmente in periodo non riproduttivo, è sempre più frequente nel Nord Italia, grazie a progetti ormai annosi di reintroduzione della specie, altrimenti estinta sulle Alpi italiane. Attualmente la popolazione (transnazionale) dell’intero arco alpino è in buona salute, e i nostri avvistamenti lo confermano.
Il grifone è un uccello necrofago, cioè si nutre di carogne di mammiferi selvatici o bestiame allo stato brado; nelle zone di reintroduzione vengono spesso mantenuti dei “carnai” a cielo aperto riforniti da scarti dei macelli. I Grifoni troveranno l’ambiente adatto nelle nostre montagne? Visti ieri in un ambiente roccioso con pareti a picco (dove nidificano in colonie), per un attimo è stato bello pensare di sì. (Fotografie di Monica Carabella)
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