Milano | 2 Ottobre 2019

Lombardia-Ticino, “Frontalieri: la nostra priorità da risolvere subito”

Ad intervenire oggi è il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti. Tanti i punti analizzati, ma anche i problemi da risolvere, soprattutto sulle infrastrutture

Per noi i frontalieri sono una risorsa molto importante e la loro tutela viene prima di tutto”, lo dice Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, al termine dell’incontro tenutosi questo pomeriggio, a Palazzo Pirelli, a Milano, tra il consiglio regionale lombardo e una delegazione dell’ufficio presidenziale del Gran consiglio della Repubblica e Cantone Ticino

Abbiamo affrontato tutti i temi in un botta e risposta di confronto molto costruttivo – fa sapere il consigliere dem –. Anche rispetto al passato, ci è sembrato che la volontà di collaborare sia vera e sentita, ma purtroppo i problemi, anche grossi, non mancano”.

A cominciare, appunto, dal tema dei 65mila lavoratori che passano il confine ogni giorno: “Rappresentano una risorsa per i territori di confine, ma soprattutto per il vicino Cantone. E questo è stato assolutamente riconosciuto dal Gran consiglio. Tuttavia, dobbiamo riuscire ad affrontare e gestire le richieste che provengono dal Ticino con il minor danno possibile per i nostri concittadini”.

Altra questione calda, le infrastrutture: “In questi anni c’è stato un vero investimento da quel punto di vista, ma adesso sul lato italiano abbiamo bisogno di rendere la rete infrastrutturale più sistemica”, commenta il consigliere Pd.

Tra i tanti problemi da risolvere, un aspetto positivo è rappresentato da una progettualità ormai ben avviata: “Il programma Interreg, in questi anni, ha avuto la capacità di valorizzare la sinergia e la complementarietà tra un sistema Paese e l’altro – ha ricordato Astuti, durante l’incontro –. Gli assi finora affrontati riguardano la competitività delle imprese, la cultura e il turismo, i servizi a integrazione della comunità, il rafforzamento della governance transfrontaliera”.

Interreg, in questo senso, ha aiutato molto a costruire dei ponti tra il Canton Ticino e le province di confine. È, dunque, un buon punto di partenza, anche se servono un maggior coraggio, aggiornamenti importanti sui singoli temi e risposte quotidiane. Da parte ticinese la risposta è stata positiva: il Gran consiglio ci ha ricordato che la cooperazione transfrontaliera è l’unico strumento per la progettualità su cui il Parlamento cantonale è sempre stato unanime. E adesso aspettiamo il sesto programma, quello per gli anni 2021-2027”, conclude Astuti.

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