Varese | 18 Settembre 2019

“Latitudini” raddoppia, Teatro Periferico e Spazio Yak ancora insieme per una nuova stagione

Presentate questa mattina a Villa Recalcati le 20 opere che le due compagnie porteranno sul palco da ottobre ad aprile. Manfredi: "Sempre più vicini allo spettatore"

Un cartellone di venti spettacoli con il meglio della produzione teatrale italiana e la volontà concreta di rivolgersi coraggiosamente ad un pubblico sempre più ampio, nel tentativo di portare i contenuti, le riflessioni, i racconti della vita quotidiana – i sogni, le difficoltà, i problemi della gente comune – oltre il palcoscenico, lasciando messaggi e segni tangibili delle rappresentazioni in eredità allo spettatore.

Parte da questi passaggi chiave la seconda edizione di “Latitudini”, fortunata rassegna a cura di Teatro Periferico e Spazio Yak, che dopo gli ampi consensi  ricevuti dalla sperimentazione attuata lo scorso anno – una stagione condivisa dalle due compagnie, con serate proposte in alternanza tra Cassano Valcuvia e il quartiere Bustecche di Varese – torna con un ambizioso programma che da ottobre ad aprile porterà nei due teatri numerosi volti noti del panorama nazionale e altrettante giovani promesse, tra gruppi di lavoro affermati e talenti tutti da scoprire.

Il calendario è stato presentato nella mattinata di oggi a Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese che sostiene l’iniziativa insieme a Fondazione Cariplo, con quest’ultima subentrata a sostegno dei soggetti promotori a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto nella passata edizione. “L’anno scorso ci siamo avvicinati per guardare lontano – ha spiegato il regista di Karakorum Stefano Beghi – per trovare risorse nuove e nuove modalità di lavoro, per raggiungere una maggiore qualità sul territorio e un respiro più provinciale, capace di andare oltre i contesti di riferimento delle due compagnie. E’ esattamente quello che che sta succedendo”.

A fare gli onori di casa, il consigliere provinciale con delega alla Viabilità, Marco Magrini, che da ex sindaco di Cassano Valcuvia conosce bene una delle due componenti del progetto, e da tempo osserva e apprezzo l’impegno e la passione nel campo culturale della compagnia del paese. “Rinnoviamo volentieri il nostro appoggio a questa realtà di successo – ha affermato Magrini – formata da persone che offrono una affascinante sovrapposizione di contenuti e modalità di fare teatro, già al centro di riconoscimenti nazionali, grazie soprattutto al talento nel portare in superficie le problematiche del territorio“.

Nonostante la difficoltà sempre più evidente nel reperire risorse per questo settore, anche dall’amministrazione comunale del piccolo paese della Valcuvia, rappresentata in sala dal neo sindaco Serena Barea, è giunta conferma del supporto alle attività, che nel caso di Teatro Periferico godono inoltre di un’interazione pressoché quotidiana e di stima reciproca. “La collaborazione con Teatro Periferico è da tempo una costante – ha sottolineato il primo cittadino di Cassano – anche perché il teatro si trova nell’edificio comunale, aspetto che ci porta ad avere interazioni strette e continue. Siamo contenti di avere questa realtà nel nostro piccolo comune, dove eccellenze come queste sono motivo di vanto“.

Venendo ai contenuti della rassegna, che insieme al senso di unione tra i vari protagonisti del comparto organizzativo hanno stupito anche l’assessore varesino alle Politiche sociali, Francesca Strazzi, due sono i concetti alla base della ricerca, come raccontato da Stefano Beghi e dal drammaturgo Dario Villa: il tema del bivio, tra caso, destino e possibilità (o impossibilità) di un’altra vita, e tutto ciò che si muove con maggiore intensità nell’universo delle nuove generazioni.

C’è per esempio chi ragiona attorno all’identità (QuieOra e Sara Parziani, che si mettono a nudo, tra performance e narrazione), o chi come BLITZ rivendica con cruda determinazione il senso di essere africano oggi. C’è chi si interroga sul rapporto tra potere e populismo (Chille de la Balanza), con un’amara e divertente riflessione, e chi (Oderstrasse) riprende un classico come “Gli Uccelli” di Aristofane per affrontare la contrapposizione odierna tra individui e società. Le Nina’s Drag Queens apriranno le danze al quartiere Bustecche con la storia di una donna senza nome, sospesa tra arte, amore, creazione e solitudine. La compagnia Oyes presenterà “Mai Generation”, nuovo lavoro sul tema degli adolescenti del miglior gruppo emergente italiano. Teatro Presente porterà un piccolo grande classico di Dostoevskij, riscritto e diretto da un grande nome del teatro italiano: Cèsar Brie, mentre spetterà a Riserva Canini il compito di portare in scena il primo spettacolo di teatro e figure, due in particolare: una creatura coperta di nero, dalle fattezze umane, che abita un luogo notturno e interiore, e una donna immersa in un sonno profondo che si direbbe infinito.

Ma la rinnovata intesa tra Teatro Periferico e Spazio Yak non si ferma al palco. Sono infatti in dirittura d’arrivo le iscrizioni alla Scuola di teatro contemporaneo, i cui corsi prenderanno il via in ottobre. Si tratta di una scuola di alta formazione indirizzata a personalità specifiche che, muovendosi in ambiti scolastici, aziendali, di enti pubblici e di comunità terapeutiche, metteranno competenze e creatività a disposizione di percorsi educativi.

E’ qualcosa in cui crediamo fortemente, consapevoli che Varese vanta già numerosi corsi di formazione ma non con queste peculiarità” ha specificato la regista Paola Manfredi, prima di soffermarsi con fierezza sul patto stretto per dare vita al secondo capitolo di “Latitudini”, che poggia su solide radici e su una ambiziosa missione. “Vogliamo rivolgerci a pubblici diversi, portare il significato delle opere fuori dalle sale, incontrare le persone. Farlo attraverso le competenze, evitando gli spettacoli generalisti, senza giocare al ribasso della qualità artistica. Andando incontro allo spettatore trattando le tematiche che più gli stanno a cuore“.

Tematiche che, date le motivazioni, tornano a ricoprire un forte interesse sociale dopo l’esperienza di Case Matte, che è valsa a Teatro Periferico il premio Rete Critica 2015. “I cassetti non parlano“, frutto del lavoro di entrambe le compagnie, chiuderà la stagione con quattro appuntamenti tra fine marzo e inizio aprile. Un’intensa ed emozionante testimonianza sulla perdita delle capacità cognitive. Frammenti di realtà portati oltre il semplice intrattenimento.

Per tutti i dettagli sulla stagione 2019-2020 e sulla scuola di teatro contemporaneo, cliccare qui, oppure scrivere all’indirizzo info@teatroperiferico.it. A disposizione anche i seguenti numeri: 334 1185848347 0154861.

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