Dopo mesi di incertezza e di apprensione, la complicata vicenda relativa al futuro dello storico Cavalca di Arcisate potrebbe finalmente incontrare dei risvolti positivi, a seguito degli intricati avvicendamenti societari che hanno condotto al licenziamento di venticinque addetti, ancora oggi in balìa degli eventi.
Tutto era iniziato lo scorso inverno, con la cessione delle quote detenute dalla famiglia Cavalca, proprietaria del negozio di abbigliamento e calzature sito nella frazione di Brenno Useria, ad una nuova società che a sua volta le aveva cedute ad un secondo gruppo. Le sorti dei dipendenti erano poi passate nelle mani di un terzo soggetto, che in primavera ha annunciato la volontà di chiudere i battenti entro fine luglio, ipotesi poi scongiurata ma c0n un ricambio totale dei dipendenti e con l’avvio delle temute pratiche di licenziamento collettivo di tutto il personale del negozio, da sempre un riferimento nel settore per tutto il territorio della Valceresio.
Confuso, dopo l’operazione, non solo il destino lavorativo dei dipendenti, scesi in piazza con i sindacati e gli amministratori locali durante l’estate, ma anche quello dell’ultima mensilità non retribuita e soprattutto del trattamento di fine rapporto, considerando che alcune delle persone rimaste senza lavoro hanno alle spalle un’esperienza ultradecennale al servizio dei clienti, in larga parte fidelizzati.
Le ultime novità però, come detto, lasciano sperare in uno scenario decisamente diverso rispetto a quanto visto finora. Come si apprende dal quotidiano locale La Prealpina, infatti, sarebbe in calendario per settembre un incontro con due imprenditori potenzialmente interessati ad intavolare una trattativa per il rilancio commerciale dello stabile.
C’è un aspetto in particolare che potrebbe generare risvolti positivi, nonostante siano al momento solo ipotesi, vista la mancanza di qualsiasi ufficialità. Ad entrare nel merito, attraverso il quotidiano locale, è il sindaco di Arcisate Gianluca Cavalluzzi: “Su quel terreno vi è la possibilità di un ampliamento di superficie, previsto dal Piano di governo del territorio”. Il rilancio passerebbe quindi da una rivoluzione dell’area su cui sorge il magazzino, fattore che già da sé può rappresentare un motivo di interesse per realtà imprenditoriali disposte ad investire.
Il primo cittadino pone però da subito dei paletti, ovvero due proposte da soddisfare per poter passare alla valutazione di qualsiasi proposta: il pieno reintegro dei dipendenti rimasti senza lavoro e il ripristino, per gli stessi, della precedente retribuzione e del precedente contatto.
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