Canton Ticino | 21 Agosto 2019

Spaccio di coca, truffa e riciclaggio di denaro: due arresti in Ticino

Si tratta di due uomini di cittadinanza nigeriana, uno residente nel Luganese, l'altro in Italia. Diversi i reati contestati ai due dalla Polizia Cantonale

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Sabato 17 agosto sono stati arrestati in Canton Ticino due 40enni nigeriani, uno residente nel Luganese l’altro in Italia. Il primo, sul quale pendeva un mandato d’arresto della Magistratura ticinese per i reati di truffa e riciclaggio di denaro, è stato fermato nei pressi del valico autostradale di Chiasso Brogeda ed è in particolare sospettato di far parte di un sodalizio dedito alle cosiddette truffe nigeriane.

Si tratta di un raggiro noto da tempo in Ticino e che si articola, nelle sue numerose varianti, in più fasi. Da un lato, vi è l’attività criminale informatica vera e propria in danno di una vittima che viene convinta con una serie di sotterfugi e inganni a trasferire del denaro. Dall’altro, vi è la ricezione del provento dell’attività truffaldina da parte di soggetti (denominati Money Mules) che, reclutati ad hoc (di regola via internet) mettono a disposizione il proprio conto bancario o postale per l’accredito.

A questi ultimi viene infine chiesto dagli autori principali di inviare a loro volta il denaro tramite bonifico o previo prelievo a contanti, a terze persone che di regola non conoscono. Il tutto al fine di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca dei valori patrimoniali provento di reato.

In un secondo momento e nell’ambito dei successivi accertamenti, al domicilio dell’arrestato è stato quindi trovato e fermato il secondo 40enne, la cui perquisizione personale ha permesso di rinvenire diverse decine di “bolas” di cocaina. Quest’ultimo è sospettato di aver spacciato negli ultimi due anni un importante quantitativo di droga a consumatori locali. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono di infrazione aggravata, subordinatamente semplice e di contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Francesca Piffaretti-Lanz.

A comunicarlo il Ministero pubblico e la Polizia cantonale.

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