Germignaga | 24 Luglio 2019

A Germignaga in scena storie sul “contrabbando quasi romantico” al confine

Appuntamento venerdì sera alle 21 all'ex Colonia, con lo spettacolo “Rimanendo sul confine”. Protagonista saranno il territorio di confine e sui aneddoti eterni

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Venerdì 26 luglio, alle ore 21, presso l’ex Colonia Elioterapica di Germignaga, sita in via Bodmer 20, andrà in scena “Rimanendo sul confine”. Lo spettacolo è promosso dall’amministrazione comunale di Germignaga ed è a ingresso gratuito.

Un gioco quasi teatrale, sul contrabbando quasi romantico. Un uomo cresciuto sul confine tra Italia e Svizzera ha un obiettivo: fare l’insegnante di scopa, “il gioco di carte più diffuso dell’era moderna”. Quali sono le regole per diventare una grande giocatore? E soprattutto… esiste la partita perfetta?

La risposta a questa domanda si nasconde nella grande partita del 3 aprile 1973. Il suo racconto ci porta a scoprire storie di confini e contrabbando, briganti gentiluomini, militari in esilio, le loro avventure sul confine tra legale ed illegale, bisogno e desiderio, coraggio e follia, in cui giocare è provare ad andare oltre, è concedersi il diritto di sentirsi un eroe. Uno dei temi più discussi sui giornali di oggi, il confine, viene raccontato e messo in discussione da una storia fatta di cose semplici, di paesi, di laghi, di Dei appena nati… partendo da lontano, ma non abbastanza per essere storia. Non ancora.

Quando si pensa ad un confine, il più delle volte, si pensa ad una linea, ma per quanto si siano sforzati per cercarla, i protagonisti di questa “fiaba” quella linea non l’hanno mai trovata: forse si vede solo da lontano, oppure l’acqua e il tempo l’hanno cancellata. Forse non è mai esistita… Quello che resta sono da una parte gli Stati, le loro regole e le loro procedure, dall’altra le persone, i sogni, le necessità. Quella linea rappresenta da sola il confine di uno stato, il confine del lecito e delle possibilità, il confine tra povertà e dignità, tra il bisogno e la voglia, tra la “giusta misura” e “il di più”. Nella grande storia di un mondo troppo piccolo nasce solo una domanda: perché di là non si può andare?

Rimanendo sul confine Ovvero: la volta che rincorsi il fante di cuori” di e con Stefano Beghi. Musiche di Marco Prestigiacomo. Scenografie e illustrazioni di Jacopo Di Ienno. Stampe Simone Giorgio. Grafiche Irene Ginocchio, in collaborazione con KarakorumTeatro.

Per ulteriori informazioni, cliccare qui.

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