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Luino | 15 Luglio 2019

Dal Luino-Maccagno alla Honved Budapest: Albertoli sbarca nella massima serie ungherese

L'ex rossoblu è entrato a far parte dello staff di Giuseppe Sannino, nuova guida del team. La storia del loro incontro nell'Intervista a cura di Massimo Morosi

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(articolo a cura di Massimo Morosi) Stefano Albertoli, dopo aver guidato il Luino-Maccagno alla conquista di una miracolosa salvezza nella stagione calcistica 2017/18, combatterà a fianco di Beppe Sannino, il tecnico che nel 2010 riportò il Varese in Serie B dopo un quarto di secolo, al soldo della leggendaria Honved Budapest per riportarla ai fasti che le competono.

La squadra magiara, nata nel 1909, conta quattordici campionati ungheresi, sette coppe nazionali ed una Mitropa Cup. Rappresentava l’esercito e negli anni Cinquanta grandi fuoriclasse indossarono la maglia della Honved, tra cui Puskas (oltre mille reti in carriera), Czibor, Kokcis ed altri campioni che costituirono l’ossatura della Squadra d’Oro, come era chiamata la nazionale ungherese, capace di conquistare il torneo di calcio ai Giochi olimpici, una Coppia Internazionale, e di battere i maestri inglesi a Londra e Budapest.

Giunta ad un passo dal titolo mondiale nel 1954 – sconfitta in finale dalla Germania – vide spezzarsi il sogno sotto i cingoli della rivolta d’Ungheria.

Sentiamo cosa racconta mister Albertoli.

Budapest ha un certo fascino, dove abiterai? A Buda (collina) o Pest (pianura)?

Ho scelto Buda, nel centro storico, a centocinquanta metri dal castello.

Quali sono gli obiettivi della società budapestina?

Arrivare nelle prime quattro del massimo campionato ungherese, vincere la Coppa d’Ungheria, conquistare un posto in Champions League e lanciare i migliori talenti del nostro vivaio, uno dei più prestigiosi del paese.

Chi sono le principali avversarie in campionato?

Il Ferencvaros è la Juventus d’Ungheria, il Videoton, il Debrecen e l’Ujpest sono le altre formazioni più competitive.

In Europa League giocherete dal secondo turno preliminare, chi ti piacerebbe incontrare?

Se passeremo mi piacerebbe affrontare una formazione italiana, Roma, Lazio o Torino.

Questa è la squadra più forte tra quelle che hai avuto in carriera?

Sicuramente, con Beppe Sannino s’impara molto, motiva tutto l’ambiente. Con l’aumentare del livello aumentano anche le responsabilità, si lavori di più, cresce il bagaglio tecnico.

Giocatori top di questa Honved?

Il capitano Kamber è un centrale difensivo molto efficace. Sulla corsia di sinistra Kukoc, che ha giocato in Italia con Livorno, Como e Brescia è una sicurezza. A metà campo l’under 21 ungherese Gazdag e Nagy forniscono sostanza, personalità e brillantezza. In avanti il francese camerunense N’Gog può far male a qualunque difesa.

Il tuo compito in società?

Durante gli allenamenti siamo in diversi collaboratori o specialisti. Ognuno segue un gruppo di giocatori in base alle decisioni del mister. Prepariamo le situazioni che possono verificarsi durante la partita in fase offensiva e difensiva. Analizziamo gli errori e come prevenirli. Ci concentriamo anche sulla tattica da adottare durante i vari incontri.

Contano di più esperienza o gioventù? 

Secondo il mio parere durante la fase centrale della stagione, l’esperienza ha la meglio sulla corsa. Nei mesi finali, dove le energie scarseggiano, i giovani prevalgono per la loro maggior freschezza atletica. Il mix ideale sarebbe una squadra con un giovane promettente per reparto.

S’impara di più quando vinci o in caso di retrocessione?

Cresci di più se retrocedi. Le difficoltà, la sofferenza e la delusione aumentano il bagaglio umano e personale. Quando vinci tutto va bene.

Com’è Beppe Sannino e come lo hai conosciuto?

Il mister è come lo conoscono tutti, molto sanguigno ma anche simpatico. Ci siamo conosciuti circa dieci anni fa a Varese. Non gli funzionava la caldaia di casa e la ditta inviò proprio me per risolvere il problema. Da allora grazie alla nostra passione comune siamo sempre rimasti in contatto. Quando mi ha proposto di entrare nel suo staff ho raccolto la palla al balzo. Certe occasioni capitano una sola volta nella vita.

E la famiglia?

E’ dura! Sul Danubio Blu ci andrò da solo. Passerà mia moglie a farmi visita. Tornerà a casa a dicembre durante le festività e ogni volta che sarà possibile.

Calciatori che hai allenato da noi e vorresti portare alla Honved?

In altri tempi Andrea Candeliere e Simone Lucchini, giocatori modello in campo e fuori. Danno sempre il massimo, persone serie, primi ad arrivare agli allenamenti e ultimi a tornare a casa. Avrebbero potuto arrivare in serie A. Forse è mancato loro un procuratore, il giusto incrocio o la fortuna, chissà. Anche Zullo, la passata stagione tra i pali dell’Union Tre Valli, mostrava grandi qualità fisiche e tecniche, un po’ meno quelle caratteriali. Poteva avere le carte in regola per arrivare molto in alto.

Devi salutare qualcuno?

Certo, saluto Renato Bregani, Antonio Marchio, Roberto Castorino, i giocatori e tutto lo staff del Luino-Maccagno 2017/18. Un bacio a mia moglie, mia figlia e mio padre. Un abbraccio al mio cronista preferito.

Vai Stefano, in questo lembo di terra tra lago Maggiore, Ceresio e Canton Ticino tifiamo per te e… Beppe.

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